venerdì 31 ottobre 2025

Napoli Centrale – Retrospettiva

I Napoli Centrale formazione storica del jazz-rock italiano

(In memoria di James Senese, 1945-2025)


Le origini del suono

I Napoli Centrale nacquero nel 1975 dal secondo nucleo degli Showmen, una delle formazioni di rhythm & blues più raffinate della scena italiana degli anni Sessanta, dove militava anche Elio D’Anna (poi negli Osanna e nei Nova).

domenica 26 ottobre 2025

Marco Leodori - Anima Naif



🎸 Gli inizi e la formazione

La storia di Marco Leodori è un vero viaggio nel cuore del progressive rock. Tutto comincia in un piccolo quartiere di Roma negli anni ’60, con una chitarra tra le mani e un entusiasmo contagioso per la musica. Fin da adolescente, Marco si muove tra i suoni dei Genesis e del rock progressivo classico, scoprendo in quegli intrecci di tastiere e chitarre una vocazione profonda.

A quindici anni inizia a studiare chitarra con il Maestro Riccardo Martinini, e pochi anni dopo, nel 1979, insieme a Vittorio Iubatti, fonda i Naif: una band nata dalle cover dei Genesis, ma destinata a trasformarsi in qualcosa di molto più personale.

Abel Ganz – The Life Of The Honey Bee And Other Moments Of Clarity


Introduzione

C’è un profumo di miele e di malinconia nelle note degli Abel Ganz.
Un disco che non urla, ma parla piano, come una vecchia fotografia che prende vita sotto la luce del pomeriggio.
The Life Of The Honey Bee And Other Moments Of Clarity è un ritorno che profuma di Scozia e di introspezione, dove il prog incontra il folk e insieme raccontano il tempo, la memoria, la dolcezza e la perdita.
Un lavoro che non stupisce: commuove.

sabato 25 ottobre 2025

Marillion – Misplaced Childhood

 



Il sogno infranto dell’infanzia perduta**

Certe volte la musica riesce a raccontare la vita meglio delle parole. Nel giugno del 1985, un album seppe farlo come pochi altri: Misplaced Childhood dei Marillion. Non era soltanto un disco, ma un viaggio. Un racconto in musica, intimo e universale, capace di intrecciare sogno e dolore, memoria e desiderio. Un concept album che parlava del tempo che passa, dell’amore che si perde, e di quella parte di noi che non smette mai di cercare la purezza dell’infanzia.

Dietro quelle note, però, si nasconde una storia complessa, tormentata, romantica e profondamente umana.

venerdì 24 ottobre 2025

John Holden – The Great Divide

 

John Holden - The Great Divide

(Auto-produzione – distribuzione indipendente)


🧭 Il viaggio di Holden verso “The Great Divide”

John Holden non è un novellino del progressive moderno: è uno di quei musicisti-artigiani inglesi che, da fine anni 2010, ha costruito un catalogo personale e coerente, lontano dalle grandi etichette ma vicino all’anima del genere.
Nato nel Cheshire, autodidatta e polistrumentista, Holden debutta nel 2018 con Capture Light e da allora non si ferma più: ogni anno (o quasi) pubblica un nuovo lavoro che affina la sua scrittura e il suo gusto per le atmosfere eleganti.

giovedì 23 ottobre 2025

Steven Wilson — The Raven That Refused to Sing (And Other Stories)



Introduzione rapida (cos’è questo disco)

The Raven That Refused to Sing (And Other Stories) è il terzo album solista di Steven Wilson, pubblicato nel 2013 per l’etichetta Kscope. L’album è costruito come una serie di racconti musicali ispirati al soprannaturale: sei brani che alternano lunghe saghe strumentali a canzoni più concise ma cariche di tensione narrativa. Il disco si affida a un gruppo di musicisti di altissima qualità e a un’articolata produzione che fonde progressive rock, fusion, jazz e una forte componente melodica.

La Scena di Canterbury

Il Prog Inglese come Laboratorio Musicale

Canterbury, piccola città universitaria nel Kent, non è solo storia e architettura medievale: negli anni ’60 e ’70 diventa il laboratorio creativo del rock progressivo inglese. Qui, tra le aule universitarie e i pub locali, nascono le basi di un suono che unisce jazz, psichedelia, virtuosismo tecnico e umorismo surreale: il celebre Canterbury Sound.

martedì 21 ottobre 2025

Genesis – Trespass



L’alba del sogno prog

Con Trespass, pubblicato nel 1970, i Genesis compiono il primo vero passo nel territorio del rock progressivo. Dopo il debutto ancora acerbo di From Genesis to Revelation, la band abbandona le vesti pop e si immerge in un suono più maturo, complesso e immaginifico. È il disco in cui cominciano a emergere la teatralità di Peter Gabriel, la raffinatezza armonica di Tony Banks e la tensione poetica che diventerà il marchio di fabbrica del gruppo.

Arena – Songs from the Lion’s Cage

 


Il debutto degli Arena: nascita di un nuovo teatro del prog

Nel febbraio del 1995, quando il progressive rock britannico sembrava ormai confinato a un glorioso passato o a timidi revival nostalgici, arrivò un album che riportò in scena il dramma, la passione e la grandezza del genere. Si chiamava Songs from the Lion’s Cage, ed era il debutto degli Arena, nati dall’incontro tra Clive Nolan e Mick Pointer – due figure chiave della scena neo-prog inglese, già legate ai Marillion. Intorno a loro si formò una band completa e ispirata: John Carson alla voce, Keith More alla chitarra, Cliff Orsi al basso e, naturalmente, Pointer alla batteria.

domenica 19 ottobre 2025

Genesis - The Lamb Lies Down on Broadway

Il Viaggio di Rael
Recensione approfondita di “The Lamb Lies Down on Broadway”


🎬 Introduzione

Cinquant’anni dopo la sua pubblicazione, The Lamb Lies Down on Broadway dei Genesis rimane un’opera monumentale e ambigua: non un semplice concept album, ma un rito in musica, un viaggio interiore e metropolitano che sfugge alle definizioni. È l’apice e al tempo stesso la fine di un’epoca: il culmine della fase più visionaria del gruppo e l’ultimo atto della parabola di Peter Gabriel come voce e mente simbolica dei Genesis.

sabato 18 ottobre 2025

Riccardo Romano Land – B612

 

Chi è Riccardo Romano

Romano è molto più di un musicista: è un polistrumentista e compositore con sensibilità poetica. La sua forza sta nella capacità di fondere due mondi apparentemente opposti:

  • Il rigore tecnico del rock progressivo, con strutture complesse, tempo variabile e arrangiamenti elaborati.

  • La delicatezza emotiva e poetica, con melodie che comunicano sentimenti profondi, quasi letterari.

Questa dualità lo rende unico: non è solo un musicista virtuoso, ma anche un narratore, capace di raccontare storie con la musica.

Conqueror - Retrospettiva

Conqueror – Il Tempo, la Musica, l’Anima



I Conqueror appartengono alla categoria di band che costruiscono mondi: architetti di emozioni, narratori sonori che, sin dal 1994, hanno dato forma a un linguaggio musicale riconoscibile, sospeso tra introspezione e avventura, tra sogno e consapevolezza.

venerdì 17 ottobre 2025

YAK – The Pink Man & The Bishop

 


Ci sono dischi che arrivano in silenzio, senza clamore, ma che appena li ascolti ti riportano in quel territorio magico dove il progressive non è solo un genere musicale, ma un linguaggio dell’anima. The Pink Man & The Bishop, nuovo lavoro degli YAK, è esattamente questo tipo di album: un ritorno ispirato, elegante e per molti versi sorprendente, che segna il pieno recupero di Martin Morgan alla guida del suo progetto più personale.

giovedì 16 ottobre 2025

Genesis - The Lamb Lies Down on Broadway [50TH Anniversary Super DeLuxe Edition]

Rael, il sogno e l’abisso: i Genesis e il ritorno di The Lamb Lies Down on Broadway


I. Il contesto storico e musicale

Nel 1974 i Genesis erano già una band di culto nel panorama progressive rock britannico. Con album come Nursery Cryme, Foxtrot e Selling England by the Pound, avevano consolidato fama e innovazione. Tuttavia, il prog rock si stava confrontando con un pubblico alla ricerca di espressioni musicali più dirette e immediate.

The Lamb Lies Down on Broadway emerge come opera coraggiosa e visionaria, ambientata in un Bronx urbano e surreale, con temi universali: alienazione, identità, crescita, trasformazione.

mercoledì 15 ottobre 2025

Genesis - Seconds Out

 


Genesis – Seconds Out (1977): il tramonto dorato del progressive

Pubblicato nel 1977, Seconds Out dei Genesis è uno dei live più amati del progressive rock. Un disco che racconta la fine di un’epoca e la nascita di una nuova band, tra virtuosismo, nostalgia e rinascita.

Lucio Lazzaruolo – Duets et études

Profilo Artista: Lucio Lazzaruolo è un chitarrista, compositore e produttore originario di Avellino. È noto soprattutto come fondatore, insieme a Raffaele Villanova, dei Notturno Concertante, storica formazione del rock colto italiano nata negli anni Ottanta. Il gruppo ha costruito un percorso musicale in cui la cultura classica e la sensibilità contemporanea si incontrano, dando vita a un linguaggio colto, melodico e profondamente evocativo. Parallelamente, Lazzaruolo ha sviluppato una raffinata ricerca personale nel campo della chitarra classica, dando vita a tre album solisti: My Favourite (2005), Amelia and other favourites (2009, rimasterizzato nel 2022) e il recente Duets et études (2025), in cui emerge la sua cifra inconfondibile: un equilibrio tra rigore e immaginazione, tra memoria e presente, tra mente e cuore.


Lucio Lazzaruolo – Duets et études (Luminol Records, 2025)

C’è chi della chitarra fa un esercizio di stile e chi invece la usa come un respiro, un modo per raccontare il mondo. Lucio Lazzaruolo appartiene a questa seconda categoria: musicisti che non cercano l’effetto, ma l’ascolto. Con Duets et études – uscito in questi giorni per Luminol Records – Lazzaruolo firma un lavoro di rara coerenza e bellezza, che unisce rigore formale e trasparenza emotiva. Un disco che non ha fretta di mostrarsi, ma si svela lentamente, come un dialogo sussurrato tra due chitarre che, in realtà, sono la stessa voce.

martedì 14 ottobre 2025

Malibran – Le Porte del Silenzio

 


🎧 Malibran – Le Porte del Silenzio (1993)

Una porta aperta sulla poesia del progressive italiano


🌙 Introduzione: il respiro del silenzio

Le Porte del Silenzio dei Malibran, pubblicato nel 1993, è un’opera che non si limita a riprendere la tradizione del progressive sinfonico, la rinnova con una delicatezza e una passione tutta mediterranea, portando la luce della Sicilia dentro le atmosfere rarefatte e poetiche del prog più profondo.

La Locanda delle Fate – Forse le lucciole non si amano più

 


Un viaggio tra memoria, poesia e malinconia


Ci sono dischi che non si limitano a essere ascoltati: si vivono. Dischi che entrano nel cuore e non ne escono più, perché parlano di noi, dei nostri sogni, delle nostre nostalgie, dei luoghi interiori che non sappiamo più visitare. Forse le lucciole non si amano più della Locanda delle Fate è uno di questi. Un capolavoro del rock progressivo italiano che, a quasi cinquant’anni dalla sua uscita, continua a brillare come le sue lucciole nel buio: più deboli, forse, ma ancora vive.

Steve Hackett – Voyage of the Acolyte

 


Steve Hackett – Voyage of the Acolyte (1975–2025): cinquant’anni di un viaggio dell’anima

C’è qualcosa di magico nel tornare ad ascoltare Voyage of the Acolyte oggi, cinquant’anni dopo la sua uscita. Era l’ottobre del 1975 quando Steve Hackett, allora chitarrista dei Genesis, pubblicava il suo primo album solista: un’opera di rara bellezza e profondità, sospesa tra rock progressivo, misticismo e poesia sonora.

Non era un disco di rottura, ma di rivelazione. Hackett non cercava di scappare dai Genesis, bensì di trovare la propria voce: una voce intima, sognante, pittorica, che la grande macchina del gruppo non sempre gli permetteva di esprimere. Il risultato fu un album che ancora oggi, mezzo secolo dopo, conserva intatta la sua potenza emotiva e la sua aura visionaria.

lunedì 13 ottobre 2025

Lello Brandi – Osanna Blues

 


Lello Brandi – Osanna Blues (2010): il ritorno dell’anima

Osanna Blues, primo album solista di Lello Brandi, è un disco che non si limita a farci ascoltare musica, ma ci racconta un percorso umano. Non solo perché segna il ritorno di un protagonista storico della scena prog napoletana, ma perché ci restituisce la voce di un artista che decide di mettersi completamente in gioco, con coraggio, dopo anni di silenzio.

sabato 11 ottobre 2025

Riccardo Romano Land - Spectrum

Aprire il boxset di Spectrum (2022) è come varcare la soglia di un mondo complesso e delicato, dove musica, emozione e vita si intrecciano in modo indissolubile. Limitato a 500 copie, il cofanetto contiene due CD e un digibook di 108 pagine, ricco di illustrazioni originali di Leonardo Romano e di un artwork curato da Davide Costa e Ilaria D’Angelo. Già dal packaging, il disco si presenta come un’esperienza totale: non solo si ascolta, ma si legge, si osserva, si vive.

Osanna – La maschera e l’anima

Cinquant’anni di musica, arte e identità partenopea raccontati attraverso una delle esperienze più visionarie del rock italiano.

Dalle prime sperimentazioni nei vicoli di Napoli fino al docu-film Osannaples, il percorso degli Osanna è un viaggio tra teatro, suono e poesia, dove la maschera diventa simbolo di libertà e la musica rito collettivo.

giovedì 9 ottobre 2025

Genesis – From Genesis to Revelation

  Genesis – From Genesis to Revelation (1969): la Genesi prima della metamorfosi

Prima di diventare i maestri del progressive teatrale, i Genesis furono un gruppo di liceali che cercavano la propria voce tra pop barocco e suggestioni psichedeliche. From Genesis to Revelation è il loro primo disco, prodotto da Jonathan King (che li aveva scoperti e ribattezzati), ed è un album che sembra appartenere più agli anni ’60 che al futuro prog degli anni ’70. Eppure, dentro la sua ingenuità, si intravedono già gli elementi che faranno grande la band: il gusto per il racconto, l’amore per le atmosfere dense e l’ambizione di dire qualcosa di più di una semplice canzone d’amore. 

🌌 Benvenuti su Prog...ress

Ci sono suoni che non appartengono a un’epoca, ma a uno stato d’animo. Sono le note che nascono da una chitarra acustica e finiscono per costruire mondi, le armonie che sfidano il tempo, i sogni che diventano musica.

Questo è il rock progressivo: più di un genere, un modo di pensare, di cercare, di emozionarsi.

mercoledì 8 ottobre 2025

Tony Banks - A Curious Feeling

8 ottobre 1979 – quarantasei anni dopo, la mente occulta dei Genesis

“I feel a curious feeling / As if I should be somewhere else…” — Tony Banks, 1979


Introduzione

Oggi, 8 ottobre 2025, A Curious Feeling compie quarantasei anni. È il primo album solista di Tony Banks, tastierista e architetto sonoro dei Genesis, e uno dei dischi più sottovalutati della fine dei Settanta. Quando uscì, pochi seppero coglierne la profondità: dietro quelle tastiere e quelle melodie malinconiche si nascondeva un piccolo capolavoro di equilibrio e introspezione. In questa recensione ripercorriamo A Curious Feeling brano per brano, con la consapevolezza che col tempo sia diventato ciò che all’epoca non si volle vedere: una gemma banksiana, luminosa nella sua malinconia.


Un esordio solista nato dal silenzio

L’8 ottobre 1979, Tony Banks, tastierista, compositore e anima armonica dei Genesis, pubblicava A Curious Feeling: il suo primo album solista.
Un disco di rara finezza e intensità, misconosciuto alla sua uscita ma oggi rivalutato come una gemma di sensibilità e introspezione.

Il progetto nasce in un momento di sospensione: Phil Collins è in Canada, nel tentativo di salvare un matrimonio in crisi, e i Genesis, da poco ridotti al trio, si prendono una pausa. Banks, rimasto a Londra, può finalmente dare voce a un universo musicale personale, “allargato”, libero da vincoli di gruppo.

È il 1977 quando inizia a raccogliere materiale, parte del quale proviene dalle musiche per il film "The Shout" di Jerzy Skolimowski. Quella esperienza cinematografica gli apre nuove prospettive: suono, atmosfera, narrazione.
Nasce così "A Curious Feeling", un lavoro che unisce l’intimità di un diario interiore alla grandezza sinfonica di un poema sonoro.

Così, tenendo per mano il suo Yamaha CP-70 e i sintetizzatori Polymoog e ARP 2600, più basso e chitarre, Banks costruisce un concept ispirato a Flowers for Algernon di Daniel Keyes: la parabola di un uomo che, diventato genio, assiste impotente al declino della propria mente. Banks ne trae un concept sulla fragilità dell’intelligenza, sull’identità e sulla malinconia della conoscenza.


La mente dietro le tastiere

Banks compone, arrangia e suona quasi tutto:

  • Yamaha CP-70 piano
  • Polymoog
  • ARP 2600
  • Basso e chitarre

Con lui ci sono due soli collaboratori:

  • Chester Thompson alla batteria
  • Kim Beacon alla voce (ex String Driven Thing)

Il disco nasce dall’equilibrio tra rigore e sentimento. La scrittura di Banks è razionale e architettonica, ma ogni struttura armonica contiene una profonda malinconia: un disco ordinato, elegante, preciso, ma intriso di emozione e poesia.


Il suono: eleganza e inquietudine

A Curious Feeling è un disco costruito su contrasti sottili: il calore del pianoforte e la freddezza del sintetizzatore, la voce umana e l’astrazione strumentale, la logica e l’emozione.
Laddove i Genesis avevano cercato l’epica, Banks cerca la poesia dell’interiorità.

È un lavoro che respira lentamente, tutto giocato su armonie ambigue, accordi sospesi e melodie che sembrano raccontare più di quanto dicano.
Un album intriso di un romanticismo sommesso e sincero.


Track by track – il viaggio della mente

From the Undertow

Apre l’album una breve gemma strumentale, la “controvoce spettrale” dell’Undertow di …And Then There Were Three….
Un vortice di tastiere e piano, drammatico e misterioso: è il preludio alla storia, l’attimo in cui la coscienza si risveglia.

Lucky Me

Beacon canta come in una preghiera malinconica.
Il protagonista si scopre “fortunato”, ma la fortuna ha un retrogusto amaro: è l’inizio della consapevolezza.
Melodia fragile, armonie ricamate con mano pittorica.

The Lie / After the Lie

Due capitoli centrali della parabola.
In The Lie, Banks costruisce un dramma interiore tra pianoforte e voce, quasi teatrale.
After the Lie ne è la catarsi, una risalita mistica: i testi, ispirati anche alla figura di San Paolo, evocano la rivelazione e la grazia.
In queste due tracce, l’anima dei Genesis convive con una spiritualità nuova, personale.

A Curious Feeling

Il brano eponimo è una finestra aperta sulla psiche: il “sentirsi altrove” come segno di dissonanza col mondo.
È il manifesto poetico dell’album, insieme confessione e presa di distanza.

Forever Morning

Una costruzione barocca e luminosa, quasi rinascimentale: “per sempre mattino della conoscenza”.
L’inquietudine si fa contemplazione: un pezzo senza tempo, di una bellezza tersa.

You

È l’elegia d’amore del protagonista, dedicata alla ragazza dei suoi anni giovanili.
Una delle melodie più dirette e struggenti dell’intero album, culminante in un finale al sintetizzatore che sa di memoria e lacrime.

Somebody Else’s Dream

L’uomo non è più sé stesso: vive nel sogno di qualcun altro.
Un brano cupo e sofisticato, dove i sintetizzatori creano un senso di vertigine mentale.
Beacon dà una prova vocale intensa, quasi “gabrieliana”.

The Waters of Lethe

Il terzo (e ultimo) brano strumentale, senza batteria.
Il fiume mitico dell’oblio si fa suono: onde sintetiche e arpeggi che si dissolvono in un addio dolcissimo.
Una pagina di puro romanticismo elettronico, degna della migliore musica contemporanea.

For a While

Una ballata tenera e umana, il ricordo di un momento di pace.
È la tregua dopo la tempesta mentale.

In the Dark

Finale cupo e luminoso insieme: “Il protagonista è ormai rassegnato a vivere nell’oscurità.”
Un commiato struggente, chiusura perfetta per un album che è viaggio, introspezione e rassegnazione.


Ricezione e rivalutazione

All’uscita, la critica fu distratta.
Nel 1979 il mondo guardava già altrove: punk, new wave, elettronica urbana.
L’opera di Banks, colta, sinfonica, intellettuale, sembrò appartenere a un tempo finito.

Eppure, oggi, A Curious Feeling appare come una gemma banksiana, lucente, densa, inalterabile.
Un lavoro di straordinaria coerenza estetica, ponte ideale tra il progressive classico e l’elettronica più intimista.
Nelle sue pieghe si intravedono già le atmosfere di Duke (1980): l’apertura melodica, la struttura narrativa, l’equilibrio tra accessibilità e profondità.


Riascoltarlo oggi

Riascoltare A Curious Feeling significa entrare in un paesaggio sonoro dove ogni nota è riflessione, ogni armonia un gesto di memoria.
È il suono di un uomo che, solo davanti al proprio CP-70, cerca risposte nel linguaggio che meglio conosce: la musica.

E in quel linguaggio Tony Banks ha scritto una delle pagine più nobili e toccanti della musica britannica del dopoguerra, una meditazione sulla mente, sulla conoscenza e sull’oblio, ancora viva, ancora inquieta.

giovedì 2 ottobre 2025

Genesis - Six of the Best

Six of the Best — Genesis & Peter Gabriel, Milton Keynes, 2 ottobre 1982

La storia

All’inizio degli anni ’80 i Genesis avevano ormai completato una metamorfosi: da band di culto del progressive rock, capace di costruire suite visionarie e dense di teatralità, a gruppo pop-rock di enorme successo internazionale. Il trio formato da Tony Banks, Mike Rutherford e Phil Collins aveva appena pubblicato Abacab (1981) e stava per entrare in studio per Genesis (1983). Collins, nel frattempo, aveva avviato una carriera solista folgorante con Face Value (1981).

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