Conqueror – Il Tempo, la Musica, l’Anima
I Conqueror
appartengono alla categoria di band che costruiscono mondi: architetti di
emozioni, narratori sonori che, sin dal 1994, hanno dato forma a un linguaggio
musicale riconoscibile, sospeso tra introspezione e avventura, tra sogno e
consapevolezza.
La loro
storia nasce in Sicilia, terra di luce e contrasti, e forse proprio da quella
luce filtrata dall’ombra proviene la loro capacità di evocare paesaggi
interiori attraverso la musica. Il gruppo, fondato dal batterista Natale
Russo, si muove fin dall’inizio su coordinate proprie, rifiutando i cliché
del rock progressivo per cercare una via personale: melodie che si allungano
come racconti, improvvise accelerazioni, passaggi lirici e malinconici,
aperture sinfoniche che sembrano dissolversi in una dimensione onirica.
Con l’arrivo
di Simona Rigano nel 2002 – tastierista, cantante e anima melodica della
band – il suono dei Conqueror si arricchisce di una nuova profondità emotiva.
La sua voce, mai esibita ma sempre parte del racconto, diventa il tramite umano
in un universo dominato dalle atmosfere e dal dettaglio strumentale. È da
questo equilibrio tra rigore compositivo e istinto poetico che nasce la vera
cifra della band.
Ogni album
dei Conqueror non è solo una raccolta di brani, ma un viaggio narrativo.
Da Istinto a Storie Fuori dal Tempo, da Madame Zelle a In
Orbita, ogni opera indaga un tema differente: la memoria, il desiderio,
l’illusione, la conoscenza. La musica si fa racconto, e il racconto diventa
esperienza.
In più di
vent’anni di carriera, i Conqueror hanno mantenuto fede a un principio semplice
e raro: la musica come atto di sincerità. Niente scorciatoie, niente
mode, solo la volontà di costruire – con pazienza e passione – un suono che
sappia ancora parlare al cuore e all’intelligenza.
Chi li
ascolta oggi riconosce subito quel marchio inconfondibile: una fusione di
eleganza, misura e intensità emotiva. Non è un caso che la band, oltre alla
produzione in studio, abbia portato la propria musica sui palchi di festival
italiani e internazionali, condividendo la scena con nomi storici del prog e
continuando a interpretare, con rispetto e personalità, la tradizione del rock
progressivo.
Ascoltare i
Conqueror significa immergersi in una dimensione sospesa, dove ogni nota sembra
interrogare il tempo e ogni pausa racconta un frammento di vita. È
un’esperienza che va oltre il genere, toccando quella zona segreta dove la
musica smette di essere intrattenimento e diventa poesia in movimento.
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Discografia e Recensioni
🎵 Istinto (2003)
Etichetta: Ma.Ra.Cash Records
Durata: 54:24
Formazione:
- Simona Rigano – voce, tastiere,
synth, pianoforte
- Gaetano Scarcella – chitarra
- Tony Rose – basso
- Natale Russo – batteria,
percussioni, cori
🧠 Introduzione al Concept
"Istinto"
rappresenta il debutto dei Conqueror, e si manifesta come un’opera intimista ma
ambiziosa, che getta le basi per l’universo musicale del progetto. L’album
esplora il confine tra introspezione e narrazione evocativa, intrecciando
elementi di rock progressivo classico con sfumature psichedeliche e atmosfere
quasi cinematografiche.
L’approccio
di Natale Russo è subito chiaro: la batteria e le percussioni non sono solo
accompagnamento, ma parte integrante della costruzione emotiva, mentre le
tastiere e il synth di Simona Rigano creano un tappeto sonoro ricco di colori e
tensione narrativa.
🎶 Analisi delle Tracce
- Storie di Favole (4:57)
Brano d’apertura che stabilisce subito l’identità della band. Le melodie della voce si intrecciano con pianoforte e synth, evocando un’atmosfera sospesa tra sogno e realtà. Il testo riflette sulla fragilità e la complessità delle esperienze umane. - Quartar (6:04)
Una composizione più strumentale, dove chitarra e tastiere dialogano in un crescendo emotivo. Le dinamiche e i contrasti timbrici rendono il pezzo intrigante e coinvolgente. - Pensieri Fragili (7:46)
Uno dei momenti più intensi dell’album: la melodia della voce si fonde con arrangiamenti atmosferici, mentre i testi affrontano la vulnerabilità e la ricerca interiore con delicatezza e profondità. - La Strada del Graal (5:56)
Traccia epica e narrativa, con richiami al mito e all’avventura interiore. Gli strumenti orchestrali simulano una marcia emotiva che accompagna l’ascoltatore in un viaggio simbolico. - In the Cave (4:44)
Brano oscuro e introspettivo, dalle sonorità rarefatte e un ritmo più meditativo. La combinazione di synth e chitarra crea un senso di mistero e sospensione. - Cristalli di Solitudine (8:32)
Uno dei pezzi più lunghi e suggestivi, dove la band esplora ampi spazi melodici. La solitudine diventa materia sonora, con sezioni che alternano quiete contemplativa a impennate emotive. - Porta Straniere (7:26)
Brano ricco di tensione, con ritmi incalzanti e una linea melodica che cattura l’ascoltatore. I testi evocano incontri, limiti e confini interiori, in perfetta sintonia con il mood musicale. - Entropia (9:02)
Finale monumentale dell’album, un brano che unisce tutti gli elementi stilistici della band: cambi di tempo, alternanza tra introspezione e esplosioni sonore, melodie eteree e passaggi più dinamici. L’album si chiude lasciando un senso di compiutezza e attesa per i lavori successivi.
🎭 Tematiche e Testi
I testi di
"Istinto" ruotano attorno a introspezione, fragilità, sogno e mito
personale. L’album riesce a trasmettere emozioni profonde senza risultare
retorico, usando immagini poetiche e simboliche che si intrecciano
perfettamente con le linee melodiche e gli arrangiamenti strumentali.
🎼 Arrangiamenti e Sonorità
La forza di
questo album sta nell’equilibrio tra tecnica e atmosfera. La sezione ritmica di
Natale Russo non si limita a segnare il tempo, ma contribuisce alla narrazione
musicale, mentre la chitarra e le tastiere creano paesaggi sonori stratificati.
La voce di Simona Rigano funge da guida emotiva, capace di trasportare
l’ascoltatore attraverso paesaggi di luce e ombra.
🧾 Conclusione
"Istinto"
è un debutto maturo, originale e coerente, che dimostra la visione chiara dei
Conqueror già dalle prime note. L’album mette in luce la capacità della band di
fondere melodia, testo e atmosfera in un insieme organico, segnando l’inizio di
un percorso artistico che si sarebbe sviluppato in opere sempre più ambiziose e
complesse.
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🎵 Storie Fuori Dal Tempo (2005)
Etichetta: Ma.Ra.Cash Records
Durata: 62:03
Formazione:
- Simona Rigano – voce, tastiere,
synth
- Tino Nastasi – chitarra
- Sabrina Rigano – flauto,
sassofono
- Fabio Ucchino – basso,
pedaliera
- Natale Russo – batteria, percussioni
Con: - Antonella Cernuto – arpa
(tracce 1, 6)
- Vincenzo Cavalli – cori
(traccia 4)
- Sofia Ferraro – sassofono e
flauto (traccia 7)
Artwork: Sergio Pacher
🧠 Introduzione al Concept
"Storie
Fuori Dal Tempo" si distingue per la sua capacità di fondere elementi
del rock progressivo classico con influenze più moderne, creando un ponte tra
il passato e il presente della musica prog.
🎶 Analisi delle Tracce
- Ouverture (6:00)
Un'introduzione strumentale che stabilisce il tono dell'album, con arrangiamenti orchestrali e una sensazione di attesa che prepara l'ascoltatore al viaggio sonoro successivo. - Mosaico di Colori (5:13)
La voce di Simona Rigano emerge con forza, supportata da un accompagnamento ricco di sfumature. La composizione gioca con cambi di tempo e dinamiche, creando un mosaico sonoro complesso e affascinante. - No Photo (7:07)
Un brano che esplora la memoria e il ricordo, con testi che riflettono sulla fugacità del tempo. La musica si sviluppa lentamente, costruendo un'atmosfera malinconica e riflessiva. - Pagine di Poesie (6:45)
Le liriche poetiche si intrecciano con melodie delicate, creando un equilibrio tra parola e musica. Il brano si distingue per la sua eleganza e per la capacità di evocare immagini vivide nella mente dell'ascoltatore. - Klaus (5:42)
Un pezzo più ritmato, con influenze jazz e un uso prominente del sassofono. La sezione ritmica è solida, e il brano offre un contrasto interessante rispetto alle tracce precedenti. - Morgana (31:16)
Un epic suite suddiviso in sei movimenti, che racconta la storia di Morgana attraverso cambi di atmosfera e intensità. Dalla dolcezza iniziale alla drammaticità finale, il brano mostra la maestria compositiva della band.
Bonus Track
(nelle riedizioni 2016 e 2018):
- Altre Storie (8:28)
Una traccia che offre una nuova prospettiva sull'universo narrativo dell'album, con arrangiamenti più sperimentali e una struttura meno convenzionale.
🎭 Tematiche e Testi
I testi di
"Storie Fuori Dal Tempo" sono ricchi di riferimenti letterari e
mitologici, esplorando temi come la memoria, l'identità e il destino. La
narrazione si sviluppa attraverso immagini evocative e simbolismi, invitando
l'ascoltatore a riflettere sulla propria esistenza e sul passare del tempo. La
scelta di includere una suite dedicata a Morgana aggiunge una dimensione
narrativa profonda, con una struttura che richiama le grandi composizioni del
rock progressivo degli anni '70.
🎼 Arrangiamenti e Sonorità
La
produzione dell'album è curata nei minimi dettagli, con arrangiamenti complessi
e una varietà di timbri che arricchiscono l'ascolto. L'uso del flauto e del
sassofono da parte di Sabrina Rigano aggiunge un tocco distintivo, mentre la
sezione ritmica di Natale Russo e Fabio Ucchino fornisce una base solida e
dinamica. Le tastiere di Simona Rigano sono centrali nel creare le atmosfere,
passando da passaggi delicati a esplosioni sonore più potenti.
🧾 Conclusione
"Storie
Fuori Dal Tempo" è un'opera ambiziosa e ben realizzata, che mostra la
crescita dei Conqueror come band e la loro capacità di fondere tradizione e
innovazione. Con una narrazione coinvolgente, arrangiamenti sofisticati e una
produzione di alta qualità, l'album si posiziona come uno dei punti più alti
della scena prog italiana contemporanea.
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🎵 74 Giorni (2007)
Etichetta: Ma.Ra.Cash Records
Durata: 63:53
Formazione:
- Simona Rigano – voce, tastiere,
synth
- Tino Nastasi – chitarra, basso
- Sabrina Rigano – flauto,
sassofono, EWI
- Daniele Bambino – basso
- Natale Russo – batteria,
percussioni
Con: - Vincenzo Cavalli – cori
(traccia 5)
- Tino Caspanello – voce
recitante (traccia 13)
Artwork: Alberto Leo
🧠 Introduzione al Concept
“74 Giorni” rappresenta un’evoluzione evidente rispetto ai lavori precedenti, con un sound più ricco, diretto e personale. L’album affronta un percorso narrativo che intreccia riflessioni esistenziali, introspezione e viaggi interiori. E' il 1978 quando "Surprise", la barca di Ambrogio Fogar, nel tentativo di circumnavigare l'Antartide viene affondata da un'orca e naufraga al largo delle isole Falkland. Comincia la deriva su una zattera che durerà 74 giorni con l'amico giornalista Mauro Mancini. I due verranno tratti in salvo per coincidenze fortuite da un cargo greco la "Master Stefanos" , ma Mancini perderà la vita per una polmonite due giorni dopo. I messinesi Conqueror prendono spunto da quest'avventura per dare origine al concept album dal titolo 74 giorni.
I Conqueror dimostrano qui una maturità compositiva che fonde progressive classico, elementi jazz e psichedelici, e una narrativa lirica che scava nella psiche.
🎶 Analisi delle Tracce
- Maschere di Uomini (5:59)
Apertura incisiva, con testi che riflettono sulla dualità umana e sull’apparenza sociale. La chitarra dialoga con tastiere evocative, creando un contrasto tra tensione e leggerezza. - Il Viaggio (3:06)
Strumentale breve ma intenso, con un senso di movimento e trasformazione. Le linee melodiche trasportano l’ascoltatore attraverso paesaggi sonori in continua mutazione. - Orca (5:02)
Atmosfera oscura e contemplativa, con riff e synth che evocano profondità marine e introspezione. Il testo suggerisce una metafora della lotta interiore. - Limbo (3:02)
Brano conciso e meditativo, dove la semplicità degli arrangiamenti mette in risalto l’emozione e il ritmo narrativo dell’album. - Non Maturi per l’Adilà (5:45)
Momento più drammatico, con una linea vocale intensa e cori suggestivi. Il testo esplora la fragilità umana e la preparazione alla trascendenza. - Cormorani (1:19)
Breve intermezzo strumentale, minimalista ma poetico, che offre respiro tra le composizioni più dense. - L’ora del Parlare (5:48)
Un brano riflessivo, dove la voce e gli strumenti si alternano in un dialogo continuo, sottolineando l’importanza della parola e dell’espressione interiore. - Preghiera (4:22)
Canzone intensa e meditativa, con arrangiamenti delicati che accompagnano testi lirici e profondi, evocando un senso di sacralità. - Miraggi (2:20)
Breve e suggestivo, tra sogno e illusione, con linee melodiche eteree che ricordano la musica ambient. - Nebbia ad Occhi Chiusi (9:32)
Lunga suite di grande impatto emotivo, che alterna momenti di quiete e esplosioni sonore. Testi poetici e strumenti dialogano creando un paesaggio sonoro immersivo. - Eleutherios (6:31)
Brano solenne e aperto, con liriche che esplorano libertà, introspezione e aspirazioni spirituali. - Maestro Stefanos (5:55)
Momento di introspezione narrativa, con voce recitante e arrangiamenti suggestivi, tra jazz e progressive. - Cambio di Rotta (5:12)
Finale che sintetizza temi dell’album: cambiamento, evoluzione personale e speranza. La voce e gli strumenti dialogano con armonia, chiudendo il cerchio narrativo dell’opera.
🎭 Tematiche e Testi
I testi di
“74 Giorni” sono più personali e introspettivi rispetto agli album precedenti.
Temi ricorrenti includono il viaggio interiore, la solitudine, la ricerca di
senso e la trasformazione emotiva. Le liriche si intrecciano con la musica in
maniera organica, creando un’esperienza immersiva che va oltre la semplice
ascolto passivo.
🎼 Arrangiamenti e Sonorità
L’album
mette in luce una maggiore maturità musicale: la sezione ritmica di Natale
Russo è precisa e dinamica, le tastiere e i synth di Simona Rigano creano
atmosfere complesse, mentre le chitarre di Tino Nastasi e gli interventi di
Sabrina Rigano conferiscono colore e varietà timbrica. Gli strumenti a fiato ed
EWI aggiungono profondità e ricchezza armonica.
🧾 Conclusione
“74 Giorni”
è un album che consolida l’identità dei Conqueror, dimostrando capacità
narrativa, tecnica e compositiva. È un lavoro che unisce emozione, melodia e
testo in modo equilibrato, segnando un punto di svolta nella carriera della
band. L’ascoltatore viene trascinato in un viaggio emotivo intenso, tra
introspezione e visioni sonore di grande fascino.
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🎵 Sprazzi di Luce (2009)
Etichetta: Ma.Ra.Cash Records
Durata: 20:39 (CD mini)
Formazione:
-
Simona Rigano – voce, tastiere, synth
Natale Russo – batteria, percussioni
-
Sabrina Rigano – flauto (#1, #2, #3), sassofono (#2), sax soprano (#4)
-
Daniele Bambino – basso (#1)
-
Ottavio Leo – chitarra (#1)
Andrea Trimarchi - basso (#2)
Mario Pollini - chitarra, voce
Fabio Ucchino – basso (#4)
-
Tino Nastasi – chitarra (#4)
🧠 Introduzione al Concept
Con Sprazzi di Luce, i Conqueror propongono un piccolo ma prezioso viaggio tra introspezione, nostalgia e delicatezza sonora. In poco più di venti minuti la band siciliana condensa tutta la sua cifra emotiva, alternando brani originali e una cover reinterpretata con eleganza, fino a chiudere con una versione live di straordinaria intensità.
Nonostante la brevità, il mini CD mantiene intatto il linguaggio atmosferico e narrativo che ha reso riconoscibile il gruppo di Natale, Simona e Sabrina Rigano, puntando su un suono sospeso, pulito, capace di raccontare emozioni più che storie.
🎶 Analisi delle Tracce
1. Sprazzi di Luce (4:37)
Il brano d’apertura è una dichiarazione d’intenti: luce e ombra convivono in un equilibrio fragile.
Le tastiere e la voce di Simona Rigano costruiscono un paesaggio sonoro rarefatto, mentre la chitarra di Ottavio Leo, ospite d’eccezione, dialoga con il flauto di Sabrina Rigano, che si muove come una scia luminosa tra i synth. Il contributo del flauto è centrale: timbro morbido, quasi vocale, capace di ampliare lo spazio emotivo senza mai sovraccaricare la trama. Il risultato è un brano dal respiro cinematografico, dove ogni pausa diventa parte integrante della narrazione.
2. …E Mi Manchi Tanto (4:30)
Cover di uno dei brani più noti degli Alunni del Sole, qui completamente riletto nel linguaggio dei Conqueror. Simona Rigano restituisce con toccante misura la malinconia del testo, mentre Sabrina Rigano intreccia al canto il respiro caldo del flauto, che accompagna l’intero brano come un’eco di memoria. Solo nel finale, l’ingresso del sax soprano amplifica la tensione emotiva, trasformando la nostalgia in un abbraccio sonoro che si apre e si dissolve lentamente.
L’arrangiamento, rispettoso dell’originale ma arricchito da sfumature armoniche più ampie, dona al pezzo una dimensione progressiva e sospesa, dove il tema della mancanza si rivela con intensità rinnovata e profonda eleganza.
3. Semplice (3:41)
Titolo e musica coincidono: Semplice è il momento più intimo e spoglio del disco. Solo voce, pianoforte e flauto, con qualche pennellata di percussione leggera. La voce di Simona Rigano emerge fragile e autentica, priva di artifici; il flauto di Sabrina diventa un secondo respiro, una presenza discreta ma vitale, che accompagna senza seguire, commentando ogni frase come una voce interiore.
L’assenza del basso e della chitarra lascia spazio al silenzio, che qui è parte della musica.
È un brano di equilibrio perfetto tra trasparenza e profondità: la semplicità, mai banale, come forma più pura di emozione.
4. Pensieri Fragili (7:51) – Bonus Track live
Chiude il mini CD una versione dal vivo, eseguita a Riposto (CT) il 19 agosto 2008, di uno dei brani più rappresentativi dell’album Istinto.
L’esecuzione, intensa e vibrante, mette in luce la perfetta coesione del gruppo anche fuori dallo studio.
La voce di Simona Rigano si muove tra forza e vulnerabilità, sempre in equilibrio tra espressività e misura, mentre la chitarra di Tino Nastasi e il basso di Fabio Ucchino creano un intreccio dinamico e pulsante. A sostenere e guidare tutto, c’è la batteria di Natale Russo, vero motore della band: precisa ma mai rigida, capace di dare respiro ai passaggi più lirici e di accendere con energia quelli più tesi. Il suo tocco alterna dolcezza e vigore, costruendo l’ossatura emotiva del brano con un senso musicale che va oltre la pura tecnica. Ancora una volta Sabrina Rigano, con il suo sax soprano, firma momenti di grande intensità: il suo suono entra come una voce interiore, che amplifica la tensione fino a scioglierla in un finale catartico. Il dialogo tra voce, sax e batteria diventa così il punto più alto della performance — un esempio perfetto di equilibrio e profondità, dove ogni strumento respira insieme all’altro.
🧾 Conclusione
Sprazzi di Luce è un lavoro breve, ma denso di significato.
Quattro tracce per raccontare l’anima dei Conqueror: la luce che attraversa la malinconia, la semplicità che diventa eleganza, la nostalgia che si trasforma in bellezza. Il filo conduttore è il respiro di Sabrina Rigano, il suo flauto e il suo sax, veri strumenti-narratori capaci di dare corpo alla dimensione più eterea della band. La produzione è pulita, le dinamiche curate, la sensibilità sempre in primo piano.
Un piccolo gioiello che conferma quanto i Conqueror sappiano coniugare tecnica e sentimento, rigore e poesia — e che talvolta, per dire molto, bastano davvero pochi sprazzi di luce.
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🎵 Madame Zelle (2010)
Etichetta: Ma.Ra.Cash Records
Durata: 65:21
Formazione:
- Simona Rigano – voce, tastiere
- Mario Pollino – chitarre
- Sabrina Rigano – flauto,
sassofono
- Gianluca Villa – basso
- Natale Russo – batteria,
percussioni
Artwork: Mario Pollino
🧠 Introduzione al Concept
“Madame
Zelle” è un concept album ambizioso che narra la vita della leggendaria Mata
Hari, Margaretha Geertruida Zelle (1876–1917). La band costruisce un percorso
musicale e narrativo in nove capitoli, seguendo la vicenda della donna spia e
danzatrice con un approccio teatrale e progressivo.
L’album
mostra una maturità compositiva e sonora superiore rispetto ai lavori
precedenti, con arrangiamenti ricchi e un approccio cinematografico: ogni
traccia è un episodio che unisce musica, emozione e dramma.
🎶 Analisi delle Tracce
- Margaretha (14:42)
Brano di apertura monumentale: introduce il personaggio e le sue contraddizioni. Le tastiere e la chitarra si intrecciano a flauti e sax, creando un’atmosfera drammatica e sensuale, che riflette la vita complessa e ambigua di Mata Hari. - Indonesia (5:15)
Brano evocativo che richiama i colori e le atmosfere dei paesi orientali. La sezione ritmica resta misurata, mentre gli strumenti melodici costruiscono un paesaggio sonoro esotico e raffinato. - Occhio dell’Alba (4:53)
Momento delicato e contemplativo, con linee melodiche raffinate e testi poetici che anticipano le tensioni future della narrazione. - Fascino Proibito (7:11)
La sensualità e il mistero della protagonista emergono in questo brano, con melodie seducenti e arrangiamenti ricchi di dinamiche contrastanti. - Eleganza Perfetta (6:24)
Brano teatrale, quasi cinematografico, dove gli strumenti dialogano con la voce in maniera elegante, riflettendo l’immagine sofisticata della donna spia. - H-21 (7:35)
Un pezzo più oscuro e riflessivo, che simboleggia il destino inevitabile della protagonista. I temi melodici si intrecciano con percussioni ritmiche incisive. - Doppio Gioco (5:32)
Brano narrativo che evidenzia la duplicità di Margaretha. Le linee melodiche sono contrastanti, alternando momenti di leggerezza a passaggi drammatici. - Da Sola (5:34)
Momento intimista e introspettivo, dove la voce di Simona Rigano emerge in tutta la sua potenza espressiva. Il brano evoca solitudine e fragilità emotiva. - Ad Occhi Alti (8:15)
Finale epico e solenne, che chiude il concept con intensità emotiva e musicale. Gli arrangiamenti orchestrali, il dialogo tra strumenti e la voce creano un senso di catarsi narrativa e sonora.
🎭 Tematiche e Testi
I testi
raccontano la vita di Mata Hari con sensibilità e profondità, esplorando temi
come seduzione, inganno, destino e vulnerabilità. La narrazione è fluida e
coerente, e ogni brano aggiunge un tassello alla storia della donna, creando un
album che è al tempo stesso teatrale, emozionante e progressivo.
🎼 Arrangiamenti e Sonorità
La ricchezza
sonora è il punto di forza di “Madame Zelle”: la fusione di tastiere, chitarre,
flauto e sax crea un panorama sonoro complesso e raffinato. La sezione ritmica
di Natale Russo è solida e versatile, capace di sostenere i momenti più
drammatici così come quelli più leggeri. L’album mostra un uso attento delle
dinamiche e dei colori, facendo emergere ogni dettaglio melodico e narrativo.
🧾 Conclusione
“Madame
Zelle” è un capolavoro di storytelling musicale: i Conqueror dimostrano
pienamente la loro capacità di unire progressive, teatralità e narrazione
lirica. Ogni traccia è una scena, ogni melodia un’emozione, e l’insieme forma
un’opera coerente, intensa e affascinante. È un punto alto nella discografia
della band, imprescindibile per gli amanti del prog narrativo italiano.
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🎵 Stems (2014)
Etichetta: Ma.Ra.Cash Records
Durata: 61:47
Formazione:
- Simona Rigano – voce, tastiere,
synth
- Ture Pagano – chitarra
- Peppe Papa – basso
- Natale Russo – batteria,
percussioni
Artwork: Alberto Leo
🧠 Introduzione al Concept
“Stems”
segna un momento di transizione e sperimentazione per i Conqueror. L’album
mostra una maturità compositiva evidente e un’apertura verso sonorità più
moderne e atmosferiche, senza perdere l’identità progressiva e narrativa che
contraddistingue la band.
Il concept è
meno narrativo rispetto a “Madame Zelle”, ma più introspettivo: i brani
esplorano temi di introspezione, sogno e ricerca di sé, con un approccio
musicale che privilegia l’atmosfera e le emozioni più sottili.
🎶 Analisi delle Tracce
- Gina (10:54)
Apertura monumentale e intensa, con ampi spazi melodici e un uso raffinato dei synth. La voce di Simona Rigano guida l’ascoltatore attraverso un paesaggio emotivo complesso, tra fragilità e forza interiore. - Di Notte (7:34)
Brano evocativo, dove la chitarra di Ture Pagano e i synth creano un’atmosfera notturna e sospesa. Il testo riflette sull’introspezione e il viaggio interiore, con un senso di mistero e attesa. - False Idee (7:39)
Un pezzo più ritmato e incisivo, che gioca con contrasti melodici e armonici. La voce di Simona emerge su un tappeto sonoro stratificato, evocando tensione e ambiguità emotiva. - Un’Altra Realtà (6:25)
Composizione atmosferica e contemplativa, che esplora la ricerca di nuovi mondi interiori. Gli arrangiamenti armonici sono ricchi e curati, creando un senso di sospensione. - Sole Al Buio (6:40)
Brano poetico, con testi che parlano di speranza e resilienza in momenti di oscurità. La musica alterna passaggi delicati a esplosioni emotive, rendendo l’ascolto coinvolgente. - C’est La Vie (5:40)
Un pezzo leggero e malinconico al tempo stesso, dove la melodia guida l’ascoltatore attraverso immagini e stati d’animo profondi. L’arrangiamento è semplice ma elegante. - Sigurtà (9:25)
Composizione estesa e meditativa, con cambi di ritmo e intensità. La voce e gli strumenti dialogano, creando un effetto cinematografico e ipnotico. - Echi di Verità (7:30)
Finale potente e contemplativo, che sintetizza i temi dell’album: introspezione, ricerca e armonia tra sogno e realtà. Le linee melodiche emergono con forza, lasciando un’impressione duratura.
🎭 Tematiche e Testi
I testi di
“Stems” sono simbolici e riflessivi, centrati su introspezione, sogno, ricerca
personale e percezione della realtà. Ogni brano è un viaggio emotivo, spesso
metaforico, che invita l’ascoltatore a guardarsi dentro e a confrontarsi con le
proprie fragilità e aspirazioni.
🎼 Arrangiamenti e Sonorità
“Stems” si
distingue per l’uso creativo di synth, tastiere e chitarre, con un approccio
più moderno rispetto ai lavori precedenti. La sezione ritmica di Natale Russo è
dinamica e raffinata, mentre il basso di Peppe Papa fornisce una solida
struttura armonica. La combinazione di atmosfere eteree e momenti più intensi
crea un album coerente, emotivamente coinvolgente e tecnicamente solido.
🧾 Conclusione
“Stems” è un
album di raffinata introspezione e maturità sonora, dove i Conqueror dimostrano
di saper unire progressivo, emozione e sperimentazione. L’opera invita
l’ascoltatore a un viaggio interiore ricco di immagini, atmosfere e
suggestioni, confermando la band come una delle realtà più interessanti del
prog italiano contemporaneo.
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🎵 Un’Altra Verità (Live, 2015)
Etichetta: Ma.Ra.Cash Records
Durata CD: 70:55
Durata DVD: Materiale bonus + intervista
Formazione:
- Simona Rigano – voce, tastiere,
synth
- Ture Pagano – chitarra
- Peppe Papa – basso
- Natale Russo – batteria,
percussioni
Registrazione: Teatro Comunale di Giardini Naxos,
16 maggio 2014
Artwork: Carmine Prestipino
🧠 Conclusione
“Un’Altra
Verità” cattura l’energia, l’intensità e l’emozione dei Conqueror sul palco,
mostrando la band nella sua dimensione più autentica. Non si tratta
semplicemente di un live album: è un vero e proprio viaggio attraverso le tappe
più significative della loro carriera fino a quel momento, con un mix di brani
tratti da Stems, !9 Istinto e Storie Fuori Dal Tempo.
L’album
trasmette la naturalezza e la precisione della band dal vivo, senza perdere le
sfumature delicate e l’intensità emotiva che caratterizzano le registrazioni in
studio.
🎶 Analisi delle Tracce
- Gina (11:12)
Apertura monumentale dal vivo: la potenza della voce di Simona emerge con forza, sostenuta da arrangiamenti dinamici e precisione ritmica. Il brano acquista un’energia palpabile e coinvolgente. - Di Notte (7:25)
Atmosfera notturna e sospesa, dove la chitarra di Ture e i synth creano un paesaggio sonoro ricco e avvolgente. L’introspezione del brano è amplificata dall’immediatezza della performance dal vivo. - False Idee (7:31)
Brano intenso e strutturato: dal vivo i cambi di dinamica e le interazioni tra strumenti rivelano sfumature spesso meno percepibili in studio, evidenziando la coesione del gruppo. - Un’Altra Realtà (6:28)
Momento meditativo: le atmosfere eteree sono sostenute da un fraseggio musicale fluido e armonioso. L’interpretazione dal vivo mette in risalto la componente emotiva del pezzo. - Sigurtà (9:37)
Performance estesa e suggestiva, con passaggi strumentali che esaltano la teatralità della band. La tensione melodica e ritmica cattura l’ascoltatore in un viaggio immersivo. - Pensieri Fragili (7:48)
Uno dei brani più emozionali: la voce di Simona guida il racconto emotivo, mentre gli arrangiamenti dal vivo amplificano la profondità dei testi e la delicatezza dei dettagli. - No Photo (6:43)
Brano riflessivo e poetico, reso più intenso dall’interazione con il pubblico. Le sfumature strumentali emergono con chiarezza, creando un’atmosfera quasi cinematografica. - La Strada del Gral (6:07)
Suite epica dal vivo: i cambi di ritmo e le dinamiche strumentali creano un senso di avventura e narrazione immediata. Il live enfatizza la forza narrativa della composizione. - Cormorani (1:06)
Intermezzo breve e delicato, un momento di respiro tra le tracce più complesse, che mette in luce la sensibilità della band. - L’ora Del Parlare (End
Entropia) (6:58)
Finale intenso e monumentale: la band chiude con una performance che riassume temi, atmosfere e la forza narrativa dell’intera carriera, lasciando un’impressione duratura.
🎭 Tematiche e Testi
Pur essendo
un live, l’album conserva la ricchezza emotiva e lirica dei testi originali. Le
tematiche di introspezione, ricerca, fragilità e speranza risuonano con forza
dal palco, offrendo all’ascoltatore un’esperienza più immediata e partecipativa
rispetto agli album in studio.
🎼 Arrangiamenti e Sonorità
La
registrazione dal vivo evidenzia la padronanza tecnica e la coesione della
band. Ogni strumento emerge con chiarezza: la voce di Simona Rigano domina le
atmosfere, mentre chitarra, basso e synth dialogano con naturalezza. La
batteria e le percussioni di Natale Russo mantengono tensione e ritmo, rendendo
la performance dal vivo potente e coinvolgente.
Il DVD bonus
con l’intervista offre inoltre una prospettiva unica sul processo creativo e
sulla filosofia della band, completando l’esperienza del live.
🧾 Conclusione
“Un’Altra
Verità” è la testimonianza definitiva della potenza dal vivo dei Conqueror.
L’album cattura l’energia, l’emozione e la precisione della band in una
performance magistrale, rendendo omaggio alla loro carriera e ai loro brani più
iconici. È un live imprescindibile per ogni appassionato, che trasmette la
forza narrativa e l’intensità emotiva dei Conqueror in tutta la loro grandezza.
🎵 In Orbita (2019)
Etichetta: Ma.Ra.Cash Records
Durata: 47:53
Formazione:
- Simona Rigano – voce, tastiere,
synth
- Tino Nastasi – chitarra
- Sofia Ferraro – sax, flauto,
EWI
- Edoardo Ragunì – basso,
pedaliera
- Natale Russo – batteria,
percussioni
Ospite: Giovanni Alibrandi – violino
Artwork: Giusy Lo Conti
🧠 Conclusione
“In Orbita”
segna una nuova fase per i Conqueror, un album che si ispira al viaggio nello
spazio come metafora di introspezione e scoperta. L’opera fonde rock
progressivo, ambient e sonorità cinematografiche, creando un universo sonoro
vasto e sospeso.
L’album non
è solo un’esplorazione spaziale immaginaria, ma anche un percorso emotivo e
introspettivo. La band gioca con dinamiche, pause e timbri eterei per
trasportare l’ascoltatore in uno spazio sospeso tra reale e immaginario.
🎶 Analisi delle Tracce
- Fino al Limite (6:32)
Brano d’apertura che stabilisce subito il tono dell’album: tensione melodica, linee di synth avvolgenti e chitarre evocative creano un senso di esplorazione e aspettativa. Il testo parla di spingersi oltre i propri confini emotivi e mentali. - In Cerca d’Ali (5:51)
Composizione più lirica e contemplativa, dove la voce di Simona si intreccia con i timbri eterei degli strumenti. Il tema centrale è il desiderio di libertà e la ricerca di possibilità nuove. - Verso un Nuovo Mondo (8:59)
Lunga suite che alterna momenti meditativi a passaggi più intensi e dinamici. Gli arrangiamenti sono raffinati e articolati, con synth, chitarre e fiati che creano un effetto quasi cinematografico. Il testo evoca la speranza e la curiosità di esplorare l’ignoto. - Kedr (10:26)
Brano strumentale monumentale, caratterizzato da atmosfere ipnotiche e ampie escursioni melodiche. L’intreccio di synth, chitarra e violino di Giovanni Alibrandi crea un paesaggio sonoro spaziale e immersivo. - Un Disegno Perfetto (8:45)
Composizione contemplativa, con linee melodiche delicate e un senso di armonia sospesa. Il testo riflette sulla bellezza nascosta nell’ordine e nella perfezione dei piccoli dettagli della vita. - 09.07 am (1:24)
Intermezzo breve ma suggestivo, un ponte atmosferico che prepara il terreno per la traccia successiva, come un battito tra due fasi del viaggio. - Star on the Moon (4:56)
Finale luminoso e suggestivo, con melodie avvolgenti e arrangiamenti aperti. La traccia sintetizza il tema centrale dell’album: l’esplorazione, la meraviglia e l’emozione di trovarsi in un nuovo orizzonte.
🎭 Tematiche e Testi
I testi di
“In Orbita” trattano la ricerca di sé, la libertà e il desiderio di superare i
propri limiti. Il viaggio nello spazio diventa metafora del percorso interiore
dell’individuo, con una narrazione che alterna introspezione, curiosità e
meraviglia. Le immagini evocate sono poetiche e suggestive, capaci di stimolare
immaginazione e riflessione.
🎼 Arrangiamenti e Sonorità
L’album si
distingue per l’uso equilibrato di strumenti acustici ed elettronici. Le
tastiere e i synth di Simona Rigano creano spazi sonori ampi e sospesi, mentre
le chitarre di Tino Nastasi e i fiati di Sofia Ferraro aggiungono colore e
profondità. La sezione ritmica di Natale Russo e il basso di Edoardo Ragunì
sostengono il viaggio musicale senza mai sovrastarlo. L’inserimento del violino
di Giovanni Alibrandi aggiunge un tocco di lirismo e poesia.
🧾 Conclusione
“In Orbita”
è un album che trasporta l’ascoltatore in un viaggio emotivo e sonoro di grande
fascino. I Conqueror dimostrano una padronanza matura delle dinamiche e degli
spazi musicali, unendo progressive, ambient e narrazione poetica in un insieme
coerente e immersivo. È un lavoro elegante, raffinato e profondamente
evocativo, che conferma la band come una delle realtà più creative del prog
italiano contemporaneo.
🎵 20 Years of Games (2023)
Etichetta: Ma.Ra.Cash Records / Covers
Durata: 54:53
🧠 Visione e stile musicale
“20 Years of Games” è un album celebrativo che riunisce vent’anni di omaggi a figure storiche del rock e del progressive internazionale.
Non un semplice “best of” di cover, ma una rilettura artistica e coerente, che trasforma ogni brano in un piccolo universo sonoro filtrato attraverso la sensibilità dei Conqueror.
Ogni traccia è stata registrata in momenti diversi della carriera, con formazioni differenti, e oggi viene raccolta in un mosaico di memoria, passione e ricerca sonora.
🎶 Analisi delle Tracce
1. Goblin – “Goblin” (9:15)
Un tributo ai maestri italiani del prog. L’esecuzione del 2022 esalta la tensione ritmica e la teatralità dei Conqueror, con una resa brillante e moderna.
Formazione 2022:
Natale Russo (batteria) – Tino Nastasi (chitarra e basso) – Salvatore Chillemi (tastiere, piano, synth)
2. Procol Harum – “Repent Walpurgis” (6:27)
Registrato nel 2018 per Shine on Magic Hotel, è un brano denso di pathos. La voce di Simona e il violino di Giovanni Alibrandi amplificano il respiro sinfonico dell’originale.
Formazione 2018:
Natale Russo (batteria) – Ture Pagano (chitarra) – Enzo Carinci (basso) – Simona Rigano (tastiere) – Giovanni Alibrandi (violino)
3. Steve Hackett – “Shadow of the Hierophant” (8:19)
Versione del 2014 da Steppes Beyond the Colossus. Mantiene il respiro epico dell’originale, ma il flauto e il sax di Sabrina Rigano ampliano la profondità emotiva.
Formazione 2014:
Natale Russo (batteria) – Mario Pollino (chitarra) – Gianluca Villa (basso) – Simona Rigano (tastiere, voce) – Sabrina Rigano (sax, flauto)
4. Pink Floyd – “On the Turning Away” (4:50)
Del 2013, tratta da More Animals at the Gates of Reason. Un’interpretazione contemplativa, raffinata e struggente.
Formazione 2013:
Natale Russo (batteria) – Mario Pollino (chitarra) – Gianluca Villa (basso) – Simona Rigano (tastiere, voce) – Sabrina Rigano (sax)
5. Yes – “Lift Me Up” (4:56)
Registrata nel 2012 per Tales from the Edge. Un omaggio vibrante, dove la voce e le tastiere di Simona conferiscono una leggerezza lirica al tema originale.
Formazione 2012:
Natale Russo (batteria) – Mario Pollino (chitarra) – Gianluca Villa (basso) – Simona Rigano (tastiere, voce) – Sabrina Rigano (sax)
6. Marillion – “The Great Escape” (6:21)
Del 2010, per Recital for a Season’s End. Un pezzo di grande intensità emotiva: la tensione cresce in crescendo fino a un finale sospeso e drammatico.
Formazione 2010:
Natale Russo (batteria) – Mario Pollino (chitarra) – Andrea Trimarchi (basso) – Sabrina Rigano (tastiere, voce, sax, flauto)
7. Alunni del Sole – “…E mi manchi tanto” (4:29)
Registrata nel 2009 per l’EP Sprazzi di Luce, è una delle rare incursioni nel pop melodico italiano. I Conqueror la trasformano in una gemma di malinconico lirismo.
Formazione 2009:
Natale Russo (batteria) – Mario Pollino (chitarra, cori) – Andrea Trimarchi (basso) – Simona Rigano (tastiere, voce) – Sabrina Rigano (sax, flauto)
8. Santana – “Love Devotion & Surrender” (5:38)
Del 2007, per Guitars Dancing in the Light. Energia, groove e una brillante fusione latina-prog: la chitarra di Nastasi e la batteria di Russo creano una pulsazione viva.
Formazione 2007:
Natale Russo (batteria) – Tino Nastasi (chitarra) – Fabio Ucchino (basso) – Simona Rigano (tastiere, voce) – Sabrina Rigano (sax, flauto)
9. The Moody Blues – “Question” (4:38)
Registrata nel 2005 per Higher and Higher. Il brano si apre in modo intimo e cresce fino a un’esplosione melodica intensa, resa ancora più sognante dal sax di Sabrina.
Formazione 2005:
Natale Russo (batteria) – Antonio Sturiale (chitarra) – Fabio Ucchino (basso) – Simona Rigano (tastiere, voce) – Sabrina Rigano (sax, flauto)
🌙 Considerazioni Finali
“20 Years of Games” è molto più di un’antologia: è una storia sonora, il racconto di vent’anni di evoluzione e passione.
Ogni traccia restituisce un frammento del tempo e dell’anima dei Conqueror, che attraverso queste reinterpretazioni mostrano la loro capacità di attraversare epoche, formazioni e generi mantenendo sempre una firma riconoscibile.L’album scorre come una mappa emotiva, in cui si fondono l’amore per la tradizione prog e la voglia di reinventarla con poesia e rigore.
Un omaggio, sì, ma anche un manifesto di coerenza artistica e sensibilità musicale.
🧾 Il linguaggio del tempo e delle Note
I Conqueror
rappresentano una delle realtà più solide e originali del progressive italiano
contemporaneo. Ogni album è un viaggio in cui tecnica, melodia e narrazione
convivono senza forzature, creando un linguaggio emotivo riconoscibile e
autentico. Dal debutto intimista di Istinto alla celebrazione dei
vent’anni di carriera con 20 Years of Games, la band ha saputo mantenere
una coerenza artistica rara, evolvendosi senza perdere la propria identità.
Ascoltare i
Conqueror significa entrare in uno spazio sospeso, dove la musica diventa
esperienza emotiva e riflessione interiore. È un invito a fermarsi, a lasciarsi
guidare dalle note, e a scoprire, in ogni album, un frammento dell’anima dei
suoi creatori. Un percorso che conferma la band come una delle forze più
evocative e ispirate del prog italiano contemporaneo.










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