mercoledì 8 ottobre 2025

Tony Banks - A Curious Feeling

  


 8 ottobre 1979 – quarantasei anni dopo, la mente occulta dei Genesis

“I feel a curious feeling / As if I should be somewhere else…” — Tony Banks, 1979


Introduzione

Oggi, 8 ottobre 2025A Curious Feeling compie quarantasei anni. È il primo album solista di Tony Banks, tastierista e architetto sonoro dei Genesis, e uno dei dischi più sottovalutati della fine dei Settanta. Quando uscì, pochi seppero coglierne la profondità: dietro quelle tastiere e quelle melodie malinconiche si nascondeva un piccolo capolavoro di equilibrio e introspezione. In questa recensione ripercorriamo A Curious Feeling brano per brano, con la consapevolezza che col tempo sia diventato ciò che all’epoca non si volle vedere: una gemma banksiana, luminosa nella sua malinconia.


Un esordio solista nato dal silenzio

L’8 ottobre 1979, Tony Banks, tastierista, compositore e anima armonica dei Genesis, pubblicava A Curious Feeling: il suo primo album solista.
Un disco di rara finezza e intensità, misconosciuto alla sua uscita ma oggi rivalutato come una gemma di sensibilità e introspezione.

Il progetto nasce in un momento di sospensione: Phil Collins è in Canada, nel tentativo di salvare un matrimonio in crisi, e i Genesis, da poco ridotti al trio, si prendono una pausa. Banks, rimasto a Londra, può finalmente dare voce a un universo musicale personale, “allargato”, libero da vincoli di gruppo.

È il 1977 quando inizia a raccogliere materiale, parte del quale proviene dalle musiche per il film "The Shout" di Jerzy Skolimowski. Quella esperienza cinematografica gli apre nuove prospettive: suono, atmosfera, narrazione.
Nasce così "A Curious Feeling", un lavoro che unisce l’intimità di un diario interiore alla grandezza sinfonica di un poema sonoro.

Così, tenendo per mano il suo Yamaha CP-70 e i sintetizzatori Polymoog e ARP 2600, più basso e chitarre, Banks costruisce un concept ispirato a Flowers for Algernon di Daniel Keyes: la parabola di un uomo che, diventato genio, assiste impotente al declino della propria mente. Banks ne trae un concept sulla fragilità dell’intelligenza, sull’identità e sulla malinconia della conoscenza.


La mente dietro le tastiere

Banks compone, arrangia e suona quasi tutto:

  • Yamaha CP-70 piano,

  • Polymoog,

  • ARP 2600,

  • più basso e chitarre.

Con lui ci sono due soli collaboratori:

  • Chester Thompson alla batteria,

  • Kim Beacon (voce, ex String Driven Thing).

Il disco nasce dall’equilibrio tra rigore e sentimento. La scrittura di Banks è razionale e architettonica, ma ogni struttura armonica contiene una profonda malinconia: un disco ordinato, elegante, preciso, ma intriso di emozione e poesia.


 

Il suono: eleganza e inquietudine

A Curious Feeling è un disco costruito su contrasti sottili: il calore del pianoforte e la freddezza del sintetizzatore, la voce umana e l’astrazione strumentale, la logica e l’emozione.
Laddove i Genesis avevano cercato l’epica, Banks cerca la poesia dell’interiorità.

È un lavoro che respira lentamente, tutto giocato su armonie ambigue, accordi sospesi e melodie che sembrano raccontare più di quanto dicano.
Un album intriso di un romanticismo sommesso e sincero.

 

Track by track – il viaggio della mente

From the Undertow

Apre l’album una breve gemma strumentale, la “controvoce spettrale” dell’Undertow di …And Then There Were Three….
Un vortice di tastiere e piano, drammatico e misterioso: è il preludio alla storia, l’attimo in cui la coscienza si risveglia.

Lucky Me

Beacon canta come in una preghiera malinconica.
Il protagonista si scopre “fortunato”, ma la fortuna ha un retrogusto amaro: è l’inizio della consapevolezza.
Melodia fragile, armonie ricamate con mano pittorica.

The Lie / After the Lie

Due capitoli centrali della parabola.
In The Lie, Banks costruisce un dramma interiore tra pianoforte e voce, quasi teatrale.
After the Lie ne è la catarsi, una risalita mistica: i testi, ispirati anche alla figura di San Paolo, evocano la rivelazione e la grazia.
In queste due tracce, l’anima dei Genesis convive con una spiritualità nuova, personale.

A Curious Feeling

Il brano eponimo è una finestra aperta sulla psiche: il “sentirsi altrove” come segno di dissonanza col mondo.
È il manifesto poetico dell’album, insieme confessione e presa di distanza.

Forever Morning

Una costruzione barocca e luminosa, quasi rinascimentale: “per sempre mattino della conoscenza”.
L’inquietudine si fa contemplazione: un pezzo senza tempo, di una bellezza tersa.

You

È l’elegia d’amore del protagonista, dedicata alla ragazza dei suoi anni giovanili.
Una delle melodie più dirette e struggenti dell’intero album, culminante in un finale al sintetizzatore che sa di memoria e lacrime.

Somebody Else’s Dream

L’uomo non è più sé stesso: vive nel sogno di qualcun altro.
Un brano cupo e sofisticato, dove i sintetizzatori creano un senso di vertigine mentale.
Beacon dà una prova vocale intensa, quasi “gabrieliana”.

The Waters of Lethe

Il terzo (e ultimo) brano strumentale, senza batteria.
Il fiume mitico dell’oblio si fa suono: onde sintetiche e arpeggi che si dissolvono in un addio dolcissimo.
Una pagina di puro romanticismo elettronico, degna della migliore musica contemporanea.

For a While

Una ballata tenera e umana, il ricordo di un momento di pace.
È la tregua dopo la tempesta mentale.

In the Dark

Finale cupo e luminoso insieme: “Il protagonista è ormai rassegnato a vivere nell’oscurità.”
Un commiato struggente, chiusura perfetta per un album che è viaggio, introspezione e rassegnazione.


Ricezione e rivalutazione

All’uscita, la critica fu distratta.
Nel 1979 il mondo guardava già altrove: punk, new wave, elettronica urbana.
L’opera di Banks, colta, sinfonica, intellettuale, sembrò appartenere a un tempo finito.

Eppure, oggi, A Curious Feeling appare come una gemma banksiana, lucente, densa, inalterabile.
Un lavoro di straordinaria coerenza estetica, ponte ideale tra il progressive classico e l’elettronica più intimista.
Nelle sue pieghe si intravedono già le atmosfere di Duke (1980): l’apertura melodica, la struttura narrativa, l’equilibrio tra accessibilità e profondità.


Riascoltarlo oggi

Riascoltare A Curious Feeling significa entrare in un paesaggio sonoro dove ogni nota è riflessione, ogni armonia un gesto di memoria.
È il suono di un uomo che, solo davanti al proprio CP-70, cerca risposte nel linguaggio che meglio conosce: la musica.

E in quel linguaggio Tony Banks ha scritto una delle pagine più nobili e toccanti della musica britannica del dopoguerra, una meditazione sulla mente, sulla conoscenza e sull’oblio, ancora viva, ancora inquieta.


Scheda tecnica

  • Titolo: A Curious Feeling

  • Artista: Tony Banks

  • Etichetta: Charisma Records

  • Pubblicazione: 8 ottobre 1979

  • Produzione: Tony Banks, David Hentschel

  • Musicisti:

    • Tony Banks – tastiere, basso, chitarre

    • Kim Beacon – voce

    • Chester Thompson – batteria

  • Ispirazione letteraria: Flowers for Algernon (Daniel Keyes, 1966)


“Un capolavoro definitivo che mai dimenticheremo.”
— Post commemorativo, 8 ottobre 2025

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