🎸 Gli inizi e la formazione
La storia di Marco Leodori è un vero viaggio nel cuore del progressive rock. Tutto comincia in un piccolo quartiere di Roma negli anni ’60, con una chitarra tra le mani e un entusiasmo contagioso per la musica. Fin da adolescente, Marco si muove tra i suoni dei Genesis e del rock progressivo classico, scoprendo in quegli intrecci di tastiere e chitarre una vocazione profonda.
A quindici anni inizia a studiare chitarra con il Maestro Riccardo Martinini, e pochi anni dopo, nel 1979, insieme a Vittorio Iubatti, fonda i Naif: una band nata dalle cover dei Genesis, ma destinata a trasformarsi in qualcosa di molto più personale.
Non passa molto tempo prima che Marco scopra i sintetizzatori, imparando da autodidatta e ampliando così il suo linguaggio musicale. Nel 1983 entra negli Alta Quota, con cui porta in pubblico per la prima volta le sue composizioni originali. Dopo una pausa di due anni per il servizio militare, torna ai Naif, ormai una band consolidata, collaborando con il pianista Giovanni Quilici. In quegli anni approfondisce anche la teoria musicale con il Maestro Franco Riva, affinando tecnica e armonia, strumenti che lo accompagneranno per tutta la carriera.
La storia di Marco Leodori è un vero viaggio nel cuore del progressive rock. Tutto comincia in un piccolo quartiere di Roma negli anni ’60, con una chitarra tra le mani e un entusiasmo contagioso per la musica. Fin da adolescente, Marco si muove tra i suoni dei Genesis e del rock progressivo classico, scoprendo in quegli intrecci di tastiere e chitarre una vocazione profonda.
A quindici anni inizia a studiare chitarra con il Maestro Riccardo Martinini, e pochi anni dopo, nel 1979, insieme a Vittorio Iubatti, fonda i Naif: una band nata dalle cover dei Genesis, ma destinata a trasformarsi in qualcosa di molto più personale.
Non passa molto tempo prima che Marco scopra i sintetizzatori, imparando da autodidatta e ampliando così il suo linguaggio musicale. Nel 1983 entra negli Alta Quota, con cui porta in pubblico per la prima volta le sue composizioni originali. Dopo una pausa di due anni per il servizio militare, torna ai Naif, ormai una band consolidata, collaborando con il pianista Giovanni Quilici. In quegli anni approfondisce anche la teoria musicale con il Maestro Franco Riva, affinando tecnica e armonia, strumenti che lo accompagneranno per tutta la carriera.
🎤 Collaborazioni e nuovi progetti
Gli anni ’90 segnano un nuovo capitolo: nel 1994 Marco entra nei Secret World, una delle primissime cover band dedicate a Peter Gabriel. L’esperienza dal vivo dura fino al 1996, con una breve ripresa di alcune esibizioni speciali nel 1999.
Tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del 2000, Marco si concentra su scrittura e arrangiamenti, senza attività live. La nuova incarnazione dei Naif registra alcuni demo tra il 2000 e il 2001, ma il progetto non ottiene i risultati sperati, nemmeno in Giappone, dove alcuni brani erano stati inviati.
Dopo un lungo silenzio, nel 2014 i Naif tornano a suonare, con nuovi membri, aprendo un concerto di Aldo Tagliapietra e condividendo con lui l’esecuzione di due brani. È proprio da questo momento che prende forma il percorso che porterà alla realizzazione di Anima Naïf, il debutto solista di Marco.
Gli anni ’90 segnano un nuovo capitolo: nel 1994 Marco entra nei Secret World, una delle primissime cover band dedicate a Peter Gabriel. L’esperienza dal vivo dura fino al 1996, con una breve ripresa di alcune esibizioni speciali nel 1999.
Tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del 2000, Marco si concentra su scrittura e arrangiamenti, senza attività live. La nuova incarnazione dei Naif registra alcuni demo tra il 2000 e il 2001, ma il progetto non ottiene i risultati sperati, nemmeno in Giappone, dove alcuni brani erano stati inviati.
Dopo un lungo silenzio, nel 2014 i Naif tornano a suonare, con nuovi membri, aprendo un concerto di Aldo Tagliapietra e condividendo con lui l’esecuzione di due brani. È proprio da questo momento che prende forma il percorso che porterà alla realizzazione di Anima Naïf, il debutto solista di Marco.
🎶 Anima Naïf – Il debutto solista
Anima Naïf è il punto in cui Marco mette insieme decenni di esperienze, passioni e riflessioni musicali. L’album, rimasto a lungo nel cassetto, prende finalmente vita grazie alla dedizione del musicista romano, grande appassionato di prog anni ’70 e ’80, con una predilezione per il sound dei Genesis e del new-prog italiano.
Numerosi collaboratori della scena prog italiana danno voce e colore all’album: Alessandro Corvaglia, Mauro Montobbio, Alessandro Carmassi, Guglielmo Mariotti, Andrea Amici, Filippo Marcheggiani e Stefano Vicarelli, solo per citarne alcuni. Il risultato è un lavoro corposo, composto da tredici tracce per quasi 78 minuti di musica, confezionato in un elegante digipack che prepara l’ascoltatore a un’esperienza musicale completa, ricca di tecnica, emozione e storia personale.
Anima Naïf è il punto in cui Marco mette insieme decenni di esperienze, passioni e riflessioni musicali. L’album, rimasto a lungo nel cassetto, prende finalmente vita grazie alla dedizione del musicista romano, grande appassionato di prog anni ’70 e ’80, con una predilezione per il sound dei Genesis e del new-prog italiano.
Numerosi collaboratori della scena prog italiana danno voce e colore all’album: Alessandro Corvaglia, Mauro Montobbio, Alessandro Carmassi, Guglielmo Mariotti, Andrea Amici, Filippo Marcheggiani e Stefano Vicarelli, solo per citarne alcuni. Il risultato è un lavoro corposo, composto da tredici tracce per quasi 78 minuti di musica, confezionato in un elegante digipack che prepara l’ascoltatore a un’esperienza musicale completa, ricca di tecnica, emozione e storia personale.
🎼 Il viaggio traccia per traccia
1. Empty Blue Skies – Gli arpeggi di chitarra e le tastiere eteree creano un’atmosfera sospesa tra sogno e memoria. La voce di Alessandro Carmassi guida l’ascoltatore in un paesaggio malinconico e riflessivo, ricordando le prime passioni di Marco per il prog classico.
2. A Winter Day Dream – La voce calda di Corvaglia ci trasporta in un inverno interiore, tra pensieri e sogni, con tastiere e chitarra che dialogano in un crescendo dolce e avvolgente.
3. Lonesome Man – Ballata della solitudine, esplora la vulnerabilità dell’animo umano. Corvaglia interpreta un testo che sembra raccontare la ricerca di sé nel silenzio della notte.
4. Legends – Pura estasi strumentale: tastiere e chitarre si intrecciano in dialoghi epici, evocando scenari cinematografici. Marco mostra tutta la sua abilità compositiva e l’amore per i dettagli.
5. Guardando le Stelle – Voce limpida di Roberta Petteruti, atmosfera sospesa e speranza: un invito a contemplare e perdersi in un cielo notturno musicale.
6. Look at Your Heart e 7. Come un Gabbiano – Federica Leodori dona freschezza e leggerezza. Il primo invita a guardare dentro di sé con coraggio, il secondo celebra la libertà e il volo interiore.
8. Unity – Ritmi energici, arrangiamenti complessi e la voce di Corvaglia celebrano collaborazione e coesione, l’incontro tra musicisti e persone.
9. La Sorgente – Luce e rinascita. Tastiere, chitarra e voce di Federica costruiscono un climax emotivo che invita alla speranza e alla fiducia nel futuro.
10. In the King’s Name – Strumentale maestoso, epico, da regno immaginario, con scenari teatrali tipici del prog sinfonico.
11. Only One Day – Ballata riflessiva sulla fugacità della vita, con arrangiamenti delicati e fraseggi armonici che invitano a cogliere la bellezza di ogni momento.
12. Genesi – Strumentale meditativo, chiude la sezione riflessiva e prepara il terreno per il gran finale.
13. Dream Is Over – Il brano conclusivo, epico e catartico. Corvaglia guida un viaggio di quasi otto minuti in cui confluiscono decenni di esperienze, sogni e maturità musicale. Un crescendo che chiude idealmente il cerchio dell’album.
1. Empty Blue Skies – Gli arpeggi di chitarra e le tastiere eteree creano un’atmosfera sospesa tra sogno e memoria. La voce di Alessandro Carmassi guida l’ascoltatore in un paesaggio malinconico e riflessivo, ricordando le prime passioni di Marco per il prog classico.
2. A Winter Day Dream – La voce calda di Corvaglia ci trasporta in un inverno interiore, tra pensieri e sogni, con tastiere e chitarra che dialogano in un crescendo dolce e avvolgente.
3. Lonesome Man – Ballata della solitudine, esplora la vulnerabilità dell’animo umano. Corvaglia interpreta un testo che sembra raccontare la ricerca di sé nel silenzio della notte.
4. Legends – Pura estasi strumentale: tastiere e chitarre si intrecciano in dialoghi epici, evocando scenari cinematografici. Marco mostra tutta la sua abilità compositiva e l’amore per i dettagli.
5. Guardando le Stelle – Voce limpida di Roberta Petteruti, atmosfera sospesa e speranza: un invito a contemplare e perdersi in un cielo notturno musicale.
6. Look at Your Heart e 7. Come un Gabbiano – Federica Leodori dona freschezza e leggerezza. Il primo invita a guardare dentro di sé con coraggio, il secondo celebra la libertà e il volo interiore.
8. Unity – Ritmi energici, arrangiamenti complessi e la voce di Corvaglia celebrano collaborazione e coesione, l’incontro tra musicisti e persone.
9. La Sorgente – Luce e rinascita. Tastiere, chitarra e voce di Federica costruiscono un climax emotivo che invita alla speranza e alla fiducia nel futuro.
10. In the King’s Name – Strumentale maestoso, epico, da regno immaginario, con scenari teatrali tipici del prog sinfonico.
11. Only One Day – Ballata riflessiva sulla fugacità della vita, con arrangiamenti delicati e fraseggi armonici che invitano a cogliere la bellezza di ogni momento.
12. Genesi – Strumentale meditativo, chiude la sezione riflessiva e prepara il terreno per il gran finale.
13. Dream Is Over – Il brano conclusivo, epico e catartico. Corvaglia guida un viaggio di quasi otto minuti in cui confluiscono decenni di esperienze, sogni e maturità musicale. Un crescendo che chiude idealmente il cerchio dell’album.
🎧 Conclusione
Anima Naïf è più di un semplice album: è un viaggio dentro la musica e l’anima di Marco Leodori. Ogni traccia racconta un pezzo della sua storia, tra sogni, ricordi e passioni che attraversano decenni di rock progressivo.
Le atmosfere sognanti di Empty Blue Skies e A Winter Day Dream, le ballate intime come Only One Day e Come un Gabbiano, fino ai momenti epici di Legends e Dream Is Over, creano un mondo sonoro fatto di emozioni pure e dettagli ricchi di sfumature.
Ogni arpeggio, ogni cambio di tempo e ogni frase vocale non è lì per essere ascoltata passivamente, ma per essere vissuta. Le diverse voci – da Corvaglia a Federica Leodori – aggiungono calore e sfumature intime, rendendo il viaggio musicale ancora più coinvolgente.
Ascoltare Anima Naïf significa lasciarsi trasportare dalle melodie, soffermarsi sugli assoli e scoprire i dettagli nascosti negli arrangiamenti. È un invito a fermarsi un momento, chiudere gli occhi e lasciarsi accompagnare dalla musica, permettendo che ogni brano diventi un’esperienza personale e irripetibile.
Per chi ama il prog italiano e internazionale, per chi cerca musica che racconti storie senza parole, e per chi desidera immergersi nella passione autentica di un musicista, Anima Naïf è un ascolto imperdibile. Un disco da vivere tutto d’un fiato, da riscoprire lentamente, cogliendo ogni sfumatura come un piccolo segreto svelato solo a chi sa ascoltare davvero.
Anima Naïf è più di un semplice album: è un viaggio dentro la musica e l’anima di Marco Leodori. Ogni traccia racconta un pezzo della sua storia, tra sogni, ricordi e passioni che attraversano decenni di rock progressivo.
Le atmosfere sognanti di Empty Blue Skies e A Winter Day Dream, le ballate intime come Only One Day e Come un Gabbiano, fino ai momenti epici di Legends e Dream Is Over, creano un mondo sonoro fatto di emozioni pure e dettagli ricchi di sfumature.
Ogni arpeggio, ogni cambio di tempo e ogni frase vocale non è lì per essere ascoltata passivamente, ma per essere vissuta. Le diverse voci – da Corvaglia a Federica Leodori – aggiungono calore e sfumature intime, rendendo il viaggio musicale ancora più coinvolgente.
Ascoltare Anima Naïf significa lasciarsi trasportare dalle melodie, soffermarsi sugli assoli e scoprire i dettagli nascosti negli arrangiamenti. È un invito a fermarsi un momento, chiudere gli occhi e lasciarsi accompagnare dalla musica, permettendo che ogni brano diventi un’esperienza personale e irripetibile.
Per chi ama il prog italiano e internazionale, per chi cerca musica che racconti storie senza parole, e per chi desidera immergersi nella passione autentica di un musicista, Anima Naïf è un ascolto imperdibile. Un disco da vivere tutto d’un fiato, da riscoprire lentamente, cogliendo ogni sfumatura come un piccolo segreto svelato solo a chi sa ascoltare davvero.

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