Profilo Artista: Lucio Lazzaruolo è un chitarrista, compositore e produttore originario di Avellino. È noto soprattutto come fondatore, insieme a Raffaele Villanova, dei Notturno Concertante, storica formazione del rock colto italiano nata negli anni Ottanta. Il gruppo ha costruito un percorso musicale in cui la cultura classica e la sensibilità contemporanea si incontrano, dando vita a un linguaggio colto, melodico e profondamente evocativo. Parallelamente, Lazzaruolo ha sviluppato una raffinata ricerca personale nel campo della chitarra classica, dando vita a tre album solisti: My Favourite (2005), Amelia and other favourites (2009, rimasterizzato nel 2022) e il recente Duets et études (2025), in cui emerge la sua cifra inconfondibile: un equilibrio tra rigore e immaginazione, tra memoria e presente, tra mente e cuore.
Lucio Lazzaruolo – Duets et études (Luminol Records, 2025)
C’è chi della chitarra fa un esercizio di stile e chi invece la usa come un respiro, un modo per raccontare il mondo. Lucio Lazzaruolo appartiene a questa seconda categoria: musicisti che non cercano l’effetto, ma l’ascolto. Con Duets et études – uscito in questi giorni per Luminol Records – Lazzaruolo firma un lavoro di rara coerenza e bellezza, che unisce rigore formale e trasparenza emotiva. Un disco che non ha fretta di mostrarsi, ma si svela lentamente, come un dialogo sussurrato tra due chitarre che, in realtà, sono la stessa voce.
Dal Notturno Concertante alla chitarra classica
Per comprendere appieno questo album bisogna tornare alle radici artistiche di Lazzaruolo. Fondatore e anima dei Notturno Concertante, insieme a Raffaele Villanova, storica formazione del rock colto italiano nata negli anni Ottanta, Lazzaruolo ha attraversato con la sua musica la stagione migliore del progressive italiano, fondendo linguaggi classici, folk e sinfonici in un suono riconoscibile, profondo e poetico. Con il Notturno Concertante ha costruito, nel corso di oltre quattro decenni, un percorso coerente e raffinato, collaborando con artisti del calibro di Tony Pagliuca e molti altri protagonisti della scena prog nazionale.
Ma se il Notturno Concertante rappresenta la sua dimensione collettiva, la chitarra classica è sempre stata il suo spazio più intimo. Già con My Favourite (2005) e Amelia and other favourites (2009, rimasterizzato nel 2022), Lucio aveva intrapreso un percorso solista volto alla riscoperta del repertorio chitarristico europeo, fatto di equilibrio, introspezione e limpida eleganza. Duets et études rappresenta dunque il terzo capitolo di questa ricerca, un album che unisce studio e sensibilità, dialogo e contemplazione.
Il dialogo come forma musicale
Tutti i brani sono stati registrati, editati e interpretati da Lazzaruolo nel suo Transparent Music Studio tra il 2016 e il 2025, con una cura maniacale per il dettaglio e la resa timbrica. Il mixing e mastering sono opera di Cristiano Roversi, musicista e produttore di straordinaria sensibilità, che qui offre un suono cristallino, naturale e tridimensionale, capace di valorizzare ogni sfumatura dinamica della chitarra.
Ogni brano è costruito come un piccolo teatro acustico, dove le due chitarre, entrambe suonate da Lazzaruolo, si inseguono, si rispondono e si fondono, in un gioco di equilibrio tra voce e controvoce, luce e ombra. Non un artificio tecnico, ma un dialogo tra due anime: il musicista e l’ascoltatore, l’interprete e il compositore, il passato e il presente che si specchiano a vicenda.
Tra barocco, romanticismo e modernità
Il repertorio attraversa tre secoli di musica, da Thoinot Arbeau a Maria Linnemann, passando per Vivaldi, Scarlatti, Händel e Fernando Sor. La Pavane op. 50 di Fauré si apre con una malinconia sospesa, mentre il Largo dal Concerto per liuto RV 93 di Vivaldi diventa una vera meditazione sul tempo. La Sonata K 380 di Scarlatti, che gli amanti del prog riconosceranno come la base del tema principale di Collage delle Orme, diventa qui un ponte ideale tra barocco e rock sinfonico, tra scrittura contrappuntistica e immaginazione melodica. Le miniature contemporanee di Maria Linnemann aggiungono una dimensione lirica e intimista, mentre la lunga suite di studi di Fernando Sor, che chiude l’album, trasforma l’esercizio didattico in pura bellezza formale.
Un mosaico coerente e luminoso
Duets et études è un mosaico coerente e luminoso, in cui ogni brano completa il precedente in un flusso continuo di equilibrio e misura. Dietro la sobrietà si nasconde una visione precisa: quella di una musica colta ma non elitaria, accessibile senza mai essere banale. Lazzaruolo non urla, ma resta: lascia che siano le corde e i silenzi a raccontare, con la naturalezza di chi suona per comunicare, non per stupire.
Tracklist
- Gabriel Fauré (1845–1924): Pavane op. 50
- Michael Praetorius (1571–1621): Ballet 1 from Terpsichore
- Domenico Scarlatti (1685–1757): Sonata K 380
- Antonio Vivaldi (1678–1741): Andante dal Concerto in Sol magg. RV 532
- Thoinot Arbeau (1519–1565): Belle qui tiens ma vie (dall’Orchésographie)
- Antonio Vivaldi (1678–1741): Largo dal Concerto per liuto in Re magg. RV 93
- Georg Friedrich Händel (1685–1759): Sarabande dalla Suite in Re min. HWV 437
- Gaspar Sanz (1640–1710): Españoleta (dal Libro II, f. 39)
- Maria Linnemann (1947): The Sheep on the Mountain
- Maria Linnemann (1947): The Mermaid and the Fisher
- Maria Linnemann (1947): Sempre solo
- Maria Linnemann (1947): Canzone d’amore
- Fernando Sor (1778–1839): Studio op. 6 n. 8
- Fernando Sor (1778–1839): Studio op. 35 n. 13
- Fernando Sor (1778–1839): Studio op. 6 n. 2
- Fernando Sor (1778–1839): Studio op. 6 n. 1
- Fernando Sor (1778–1839): Studio op. 35 n. 22
- Fernando Sor (1778–1839): Studio op. 35 n. 17
- Fernando Sor (1778–1839): Studio op. 31 n. 21
- Fernando Sor (1778–1839): Studio op. 31 n. 16
- Fernando Sor (1778–1839): Studio op. 31 n. 20
- Fernando Sor (1778–1839): Studio op. 31 n. 19
- Fernando Sor (1778–1839): Studio op. 5 n. 5
- Fernando Sor (1778–1839): Studio op. 31 n. 14
- Fernando Sor (1778–1839): Studio op. 35 n. 18
- Fernando Sor (1778–1839): Studio op. 31 n. 10
- Fernando Sor (1778–1839): Studio op. 29 n. 21
- Fernando Sor (1778–1839): Studio op. 35 n. 16
Tutti i brani registrati, editati e interpretati da Lucio Lazzaruolo presso Transparent Music Studio (2016–2025).
Mixing e Mastering: Cristiano Roversi.
Cover: Fabio Mingarelli — Artwork: Roberto Conditi.
Si ringraziano: Mariangela Barletta, Roberto Conditi, Fabio Mingarelli, Geppino Borriello, Giovanna Iorio.

Nessun commento:
Posta un commento