Dal Québec continuano ad arrivare alcune delle cose più interessanti del prog contemporaneo. Non è soltanto una questione tecnica o culturale: c’è proprio un gusto particolare per il racconto sonoro, per la malinconia cinematografica, per la costruzione atmosferica. I Code 18 raccolgono questa eredità ma la contaminano con qualcosa di più irregolare, nervoso e moderno. Dentro “Two Places” convivono davvero mondi lontani: le tastiere sinfoniche di
Emerson, Lake & Palmer, le inquietudini sghembe dei
King Crimson, certe aperture melodiche dei
Genesis, ma anche derive imprevedibili che possono ricordare
Mr. Bungle,
Nine Inch Nails o persino le architetture elettroniche di
Vangelis.