venerdì 16 gennaio 2026

Tritop – Tritop 120

 



Con Tritop 120, i Tritop compiono un passo deciso verso una scrittura più strutturata e consapevole, spingendo ulteriormente quella tensione tra ambizione formale e controllo esecutivo che già caratterizzava Rise of Kassandra (2023). Non si tratta semplicemente di un secondo album: è un lavoro che ragiona in termini architettonici, dove ogni scelta – tematica, timbrica, ritmica – risponde a un disegno più ampio.

Il disco poggia su tre elementi tecnici fondamentali: composizione estesa, scrittura armonica di matrice sinfonica e interplay prog-metal moderno, con un costante dialogo (non sempre pacificato) tra tradizione anni ’70 e sensibilità contemporanea.


1. Rebuild Nothing (1:19)

Un vero preludio timbrico, più che un brano compiuto.
I suoni ambientali iniziali – mare, transito, spazio aperto – funzionano come sospensione temporale prima dell’ingresso della chitarra classica di Iacopo Di Traglia. La scelta è significativa: non introduce un tema melodico, ma una qualità sonora. È una dichiarazione d’intenti minimalista che prepara l’ascoltatore al continuo contrasto del disco tra naturale e artificiale, intimo e monumentale.


2. Master of Drama (13:11)

Qui emerge l’ossatura portante dell’album. La struttura è costruita per blocchi tematici giustapposti, più che secondo una forma tradizionale strofa–ritornello.
L’apertura a 12 corde, di chiara derivazione prog americano anni ’70, lavora su armonie semplici e ariose, ma la vera forza del brano sta nella transizione verso le sezioni più heavy: non c’è frattura, bensì una progressiva densificazione del tessuto sonoro.

La batteria di Ivo Di Traglia lavora spesso per accentazioni interne, rendendo il brano complesso senza risultare artificioso. Il suono estremamente pulito del kit, però, a tratti sacrifica profondità a favore della precisione.
Le sezioni solistiche – synth e chitarra – sono tecnicamente solide e ben integrate nella narrazione musicale, evitando il rischio dell’esibizione fine a se stessa.


3. Wanderlust (9:43)

Probabilmente il brano più equilibrato del disco.
La costruzione armonica gioca su un continuo slittamento tra maggiore e minore, sostenuto da un sapiente uso di piano, organo e Mellotron. Qui il prog si fa colore, più che struttura.

Interessante la gestione della voce di Mattia Fagiolo: non domina il mix, ma viene trattata come un elemento dell’arrangiamento, perfettamente incastonata nel flusso strumentale.
Il brano cresce per accumulo emotivo più che per escalation tecnica, risultando uno dei momenti più coerenti e focalizzati dell’album.


4. Asymmetrical Reflections of a Restless Heart (23:32)

Il centro nevralgico – e il punto più controverso – di Tritop 120.
La struttura è policentrica, priva di un vero asse tematico dominante. Le idee si susseguono con libertà, ma non sempre trovano una sintesi definitiva. Ci sono passaggi di grande livello, soprattutto nelle sezioni strumentali centrali e nei dialoghi tra organo e synth, ma alcune parti soffrono di sovraesposizione temporale.

L’uso del coro introduce una dimensione teatrale che spinge il brano verso territori da rock opera, scelta ambiziosa ma non sempre perfettamente integrata nel contesto prog-metal del disco.
La batteria mostra grande competenza tecnica, ma in alcuni punti il timing sembra fluttuare rispetto alle linee armoniche, accentuando la sensazione di instabilità strutturale.

È un brano che affascina e spiazza: imperfetto, ridondante, ma sincero nella sua tensione verso qualcosa di più grande.


Considerazioni finali

Tritop 120 è un album compositivo, non semplicemente esecutivo.
I Tritop dimostrano una notevole padronanza del linguaggio progressive e una chiara volontà di non accontentarsi della sola perizia tecnica. I limiti risiedono più nella gestione della densità che nella scrittura in sé: a volte meno sviluppo avrebbe giovato all’efficacia complessiva.

Resta però un lavoro coraggioso, che invita a un ascolto lento e attento, e che conferma la band come una realtà da seguire con attenzione nell’ambito del progressive rock contemporaneo.


Track List

  1. Rebuild Nothing – 1:19

  2. Master of Drama – 13:11

  3. Wanderlust – 9:43

  4. Asymmetrical Reflections of a Restless Heart – 23:32

Total Time: 47:45


Line-up / Musicians

  • Ivo Di Traglia – drums, composer, arranger

  • Pierfrancesco Di Pofi – keys, piano, Hammond, synth, Mellotron, backing vocals

  • Francesco Caponera – electric & acoustic guitar, backing vocals

  • Jacopo Tuzi – bass, acoustic guitar, backing vocals

  • Mattia Fagiolo – lead vocals, lyrics (4)

  • Iacopo Di Traglia – classical guitar (1), composer (1), lyrics (2, 3)

With:

  • Roberta Campoli – choir (4)

  • Annalaura Talpa – choir (4)

  • Eleonora Belfiore – choir (4)


Release Information

  • Cover artwork: Simone Ripa

  • Label: Self-released

  • Format: Vinyl, CD, Digital

  • Release date: December 12, 2025

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