giovedì 23 ottobre 2025

La Scena di Canterbury


Il Prog Inglese come Laboratorio Musicale

Canterbury, piccola città universitaria nel Kent, non è solo storia e architettura medievale: negli anni ’60 e ’70 diventa il laboratorio creativo del rock progressivo inglese. Qui, tra le aule universitarie e i pub locali, nascono le basi di un suono che unisce jazz, psichedelia, virtuosismo tecnico e umorismo surreale: il celebre Canterbury Sound.

Questa scena non è mai stata massicciamente commerciale, ma la sua influenza è profonda e duratura. Ogni musicista, ogni gruppo, ogni progetto laterale contribuisce a un ecosistema musicale unico, dove le collaborazioni sono più frequenti delle separazioni, e la sperimentazione è la regola.



Le Origini: 1962-1967

Tutto parte dai Wilde Flowers, embrione della scena, fondati da Robert Wyatt e Kevin Ayers, con Daevid Allen e Hugh Hopper tra i membri più importanti. La band ha una formazione instabile e registra brani solo in piccola misura, poi raccolti nella serie Canterburied Sound (Voiceprint, 1998).

Parallelamente, emergono altri pionieri:

  • Lol Coxhill, sassofonista virtuoso, figura chiave nelle prime jam e progetti jazz-rock.

  • Delivery, band che fonde blues, jazz e sperimentazione.

  • Keith Tippett, pianista e compositore, futuro leader dei Centipede.

Il periodo è caratterizzato da prime registrazioni, improvvisazioni e collaborazioni: è qui che si gettano le fondamenta di un linguaggio musicale che unirà libertà improvvisativa e struttura compositiva.


1968-1971: Soft Machine e Caravan

Soft Machine

Formati da Wyatt, Ratledge, Hopper e Daevid Allen, i Soft Machine esordiscono con Volume One (1968), un album di psichedelia con sperimentazioni jazz. Volume Two (1969) mostra una maggiore maturità compositiva, mentre Third (1970) è il capolavoro: un doppio LP quasi interamente strumentale, dove l’improvvisazione jazz si fonde con strutture progressive complesse. Fourth (1971) vede l’ingresso di John Marshall alla batteria e l’abbandono di Wyatt, consolidando la direzione jazz-rock.



Caravan

I Caravan, guidati dai fratelli Sinclair e Pye Hastings, propongono un prog più melodico e accessibile. In the Land of Grey and Pink (1971) è il loro capolavoro: la suite Nine Feet Underground combina fantasia, virtuosismo e improvvisazione, rappresentando perfettamente lo spirito della scena.





1972-1975: Seconda Generazione

Hatfield & the North

Formati da Richard Sinclair, Phil Miller, Pip Pyle e Dave Stewart, pubblicano Hatfield & the North (1974) e The Rotter’s Club (1975). Album che combinano virtuosismo tecnico, ironia, armonie complesse e collaborazione con artisti come Geoff Leigh, Mont Campbell e le Northettes.


Egg

Dave Stewart, Mont Campbell e Clive Brooks creano un prog strumentale di ispirazione classica. Egg (1970) e The Polite Force (1971) mostrano un equilibrio tra composizione formale e improvvisazione, con album successivi come The Civil Surface (1974) che espande ulteriormente le possibilità sonore.




National Health

Evoluzione degli Hatfield & the North, la band punta su composizioni strumentali complesse, con membri provenienti dai Gilgamesh e dagli Hatfield. L’album National Health (1978) e Of Queues and Cures (1978) rappresentano la vetta del jazz-rock canterburiano.



Altri gruppi rilevanti

  • Gilgamesh: due album fondamentali, Gilgamesh (1975) e Another Fine Tune You’ve Got Me Into (1979), con Alan Gowen protagonista.

  • Supersister (Olanda) e Moving Gelatine Places: sperimentazioni jazz-rock e progressive sperimentale.

  • Steve Hillage (Khan, poi Gong): virtuosismo chitarristico e psichedelia.

  • Quiet Sun, Soft Heap, Picchio dal Pozzo: progetti che arricchiscono il panorama con influenze jazz e sperimentazioni elettroniche.


Progetti Collettivi e Collaborazioni

La scena è caratterizzata da forte interconnessione:

  • Centipede: orchestra di 50 musicisti coordinata da Keith Tippett, con Robert Wyatt, Elton Dean e John Marshall, album Septober Energy (1971).

  • Soft Head/Soft Heap: progetti laterali dei Soft Machine, con composizioni intricate e sperimentali.

  • Collaborazioni minori come Before A Word Says e Cruel But Fair Compendium.

Anche band come Henry Cow contribuiscono alla filosofia canterburiana, pur non essendo residenti a Canterbury.


Varianti e Musicisti “Marginali”

  • Gong di Daevid Allen: psichedelia spaziale e surreale, trilogia Radio Gnome.

  • Steve Hillage e Bill Bruford: influenze canterburiane nel jazz-rock moderno.

  • Camel, Quiet Sun e 801: derivazioni più melodiche e sinfoniche.


Eredità e Influenza

Il massimo splendore della scena si ha negli anni ’70. Dopo, i musicisti continuano in progetti solisti o revival:

  • Volarè (The Uncertainty Principle, 1997).

  • Influenza su gruppi internazionali: The Muffins, Supersister, Ain Soph.

  • La filosofia canterburiana – jazz-rock, virtuosismo, improvvisazione e ironia – rimane un punto di riferimento per il prog contemporaneo.

 

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