Il Prog Inglese come Laboratorio Musicale
Canterbury, piccola città universitaria nel Kent, non è solo storia e architettura medievale: negli anni ’60 e ’70 diventa il laboratorio creativo del rock progressivo inglese. Qui, tra le aule universitarie e i pub locali, nascono le basi di un suono che unisce jazz, psichedelia, virtuosismo tecnico e umorismo surreale: il celebre Canterbury Sound.
Questa scena non è mai stata massicciamente commerciale, ma la sua influenza è profonda e duratura. Ogni musicista, ogni gruppo, ogni progetto laterale contribuisce a un ecosistema musicale unico, dove le collaborazioni sono più frequenti delle separazioni, e la sperimentazione è la regola.
Le Origini: 1962-1967
Tutto parte dai Wilde Flowers, embrione della scena, fondati da Robert Wyatt e Kevin Ayers, con Daevid Allen e Hugh Hopper tra i membri più importanti. La band ha una formazione instabile e registra brani solo in piccola misura, poi raccolti nella serie Canterburied Sound (Voiceprint, 1998).
Parallelamente, emergono altri pionieri:
- Lol Coxhill: sassofonista virtuoso, figura chiave nelle prime jam e progetti jazz-rock.
- Delivery: band che fonde blues, jazz e sperimentazione.
- Keith Tippett: pianista e compositore, futuro leader dei Centipede.
Il periodo è caratterizzato da prime registrazioni, improvvisazioni e collaborazioni: è qui che si gettano le fondamenta di un linguaggio musicale che unirà libertà improvvisativa e struttura compositiva.
1968-1971: Soft Machine e Caravan
Soft Machine
Formati da Wyatt, Ratledge, Hopper e Daevid Allen, i Soft Machine esordiscono con Volume One (1968), un album di psichedelia con sperimentazioni jazz. Volume Two (1969) mostra una maggiore maturità compositiva, mentre Third (1970) è il capolavoro: un doppio LP quasi interamente strumentale, dove l’improvvisazione jazz si fonde con strutture progressive complesse. Fourth (1971) vede l’ingresso di John Marshall alla batteria e l’abbandono di Wyatt, consolidando la direzione jazz-rock.
Caravan
I Caravan, guidati dai fratelli Sinclair e Pye Hastings, propongono un prog più melodico e accessibile. In the Land of Grey and Pink (1971) è il loro capolavoro: la suite Nine Feet Underground combina fantasia, virtuosismo e improvvisazione, rappresentando perfettamente lo spirito della scena.
1972-1975: Seconda Generazione
Hatfield & the North
Formati da Richard Sinclair, Phil Miller, Pip Pyle e Dave Stewart, pubblicano Hatfield & the North (1974) e The Rotter’s Club (1975). Album che combinano virtuosismo tecnico, ironia, armonie complesse e collaborazione con artisti come Geoff Leigh, Mont Campbell e le Northettes.
Egg
Dave Stewart, Mont Campbell e Clive Brooks creano un prog strumentale di ispirazione classica. Egg (1970) e The Polite Force (1971) mostrano un equilibrio tra composizione formale e improvvisazione, con album successivi come The Civil Surface (1974) che espande ulteriormente le possibilità sonore.
National Health
Evoluzione degli Hatfield & the North, la band punta su composizioni strumentali complesse, con membri provenienti dai Gilgamesh e dagli Hatfield. L’album National Health (1978) e Of Queues and Cures (1978) rappresentano la vetta del jazz-rock canterburiano.
Altri gruppi rilevanti
- Gilgamesh: due album fondamentali, Gilgamesh (1975) e Another Fine Tune You’ve Got Me Into (1979), con Alan Gowen protagonista.
- Supersister (Olanda) e Moving Gelatine Plates: sperimentazioni jazz-rock e progressive sperimentale.
- Steve Hillage (Khan, poi Gong): virtuosismo chitarristico e psichedelia.
- Quiet Sun, Soft Heap, Picchio dal Pozzo: progetti che arricchiscono il panorama con influenze jazz e sperimentazioni elettroniche.
Progetti Collettivi e Collaborazioni
La scena è caratterizzata da una forte interconnessione:
- Centipede: orchestra di 50 musicisti coordinata da Keith Tippett, con Robert Wyatt, Elton Dean e John Marshall, celebre per l'album Septober Energy (1971).
- Soft Head / Soft Heap: progetti laterali dei Soft Machine, con composizioni intricate e sperimentali.
- Collaborazioni minori come Before A Word Is Said e Cruel But Fair Compendium.
Anche band come gli Henry Cow contribuiscono alla filosofia canterburiana, pur non essendo residenti fisicamente a Canterbury.
Varianti e Musicisti “Marginale”
- Gong di Daevid Allen: psichedelia spaziale e surreale, ricordati per la celebre trilogia di Radio Gnome.
- Steve Hillage e Bill Bruford: portatori di marcate influenze canterburiane nel jazz-rock moderno.
- Camel, Quiet Sun e 801: deviazioni e filtri più melodici e sinfoniche del genere.
Eredità e Influenza
Il massimo splendore della scena si concentra negli anni ’70. Successivamente, i musicisti continuano a muoversi in progetti solisti o revival di nicchia:
- I Volarè con The Uncertainty Principle (1997).
- L'influenza diretta su storici gruppi internazionali come The Muffins, Supersister e gli italiani Ain Soph.
- La filosofia canterburiana – fatta di puro jazz-rock, virtuosismo formale, improvvisazione radicale e ironia – rimane un pilastro di riferimento assoluto per tutto il prog contemporaneo.
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