Dopo più di sessant’anni di carriera, Le Orme decidono che è il momento di voltarsi indietro e celebrare: la città di Venezia, il loro luogo d’origine, diventa cornice e simbolo del progetto. Sul palco del Gran Teatro Geox di Padova (22 marzo 2025) si ritrovano un’orchestra sinfonica, una scaletta ambiziosa che mescola musica classica, repertorio del gruppo e omaggi al rock internazionale, e l’idea di trasmettere non solo un concerto ma un vero “evento”.
Da questo evento nasce l’album live: doppio CD, DVD e vinile in edizione limitata, per fan e collezionisti.
Insomma: l’idea è titanica, l’ambizione evidente. Il problema è… che il risultato non sempre giustifica tanta pompa.
Ascoltando il disco, la prima sensazione è: “wow, che impianto!”. Ma subito dopo arriva la seconda: “ok… e adesso?”
Ecco qualche osservazione sui brani principali:
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“Collage Introduzione” / “Le Quattro Stagioni: Primavera Movimento I” / “Collage Ripresa” / “Estate Movimento III”: Il medley che apre è certamente spettacolare. Un mix fra il classico (Antonio Vivaldi) e il repertorio storico della band. Però, l’unione è un po’ troppo “concerto da teatro” e meno “musica che palpita”. È suggestivo ma manca quel brivido che rende memorabile un live.
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“Io che non vivo senza te”: Un classico che funziona, ma qui la versione live tende ad essere più elegante che emotiva. Si apprezza la voce, si riconosce la melodia, ma non colpisce come si spera.
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“Con te partirò”: Scelta curiosa. È pop‐orchestrale, fuori dal contesto tipico del gruppo: può incuriosire, ma dà anche la sensazione di “vede‑letto” (qualcosa che si fa perché si può, non perché davvero serviva).
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“Pink Floyd Medley” (incluse “Shine On You Crazy Diamond”, “Wish You Were Here”, “Money”, “Another Brick In The Wall Part 2”): Il tributo al rock internazionale ha un suo fascino, ma qui rischia di “schiacciare” la personalità della band: sembra più una cover‐show che un lavoro che aggiunge qualcosa di proprio.
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“A Venezia”: Finalmente un pezzo che richiama direttamente il luogo, l’identità. Segna un momento sincero del disco, col suo respiro locale. E funziona — peccato che arrivi un po’ come uno dei tanti.
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“Rondò Veneziano Medley”: Ancora Venezia, ancora orchestrazione. Tecnica ottima, atmosfera elegante. Ma di nuovo la sensazione: bel suono, poco coinvolgimento totale.
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“Acqua di Luna” / “Adagio di Albinoni” / “Canzone d’Amore” / “Sguardo verso il Cielo” / “Amico di Ieri” / “Gioco di Bimba” / “Sulle Ali di un Sogno”: Il secondo “atto” del disco propone buona parte del repertorio storico e classiche del gruppo. Per il fan è una carezza alla memoria. Per l’ascoltatore occasionale è più un “tavolo imbandito” che una cena succulenta: ci sono tutto, ma dovresti avere ancora fame per gustartelo davvero.
In definitiva: la produzione è curata, la band in forma, l’orchestra imponente. Ma manca quel guizzo, quell’imperfetta urgenza che distingue un live “che vale” da un live “che ci sta”. Se la serata fosse stata solo per i presenti, chapeau. Ma come disco – per l’ascolto domestico – rimane un bell’oggetto da ammirare più che un imperativo da ascoltare.
Conclusione
Le Orme Plays Venice è perfetto per chi è fan storico de Le Orme, per chi ha vissuto certi anni e vuole un ricordo prestigioso. Per chi invece cerca un album che scuota, che porti avanti la band o che dica qualcosa di nuovo, beh… si può anche evitarlo senza rimpianti.
Voto: 5.5/10 — decoroso, ben prodotto, ma sostanzialmente evitabile.

Caro Progman... non sono d'accordo, soprattutto sulla tua conclusione. Come sai sono un gran fan del gruppo Veneto. Posso dire che conosco molto bene la loro produzione e ho visto tantissimi loro concerti, alcuni emozionanti, proprio in tua compagnia.
RispondiEliminaMa questo lavoro è indecoroso per il nome della band. E' una mera operazione commerciale. Sicuramente il collezionista lo acquisterà, ma il fan, quello che è interessato all'arte del gruppo, che interesse può mai avere nell'ascoltare il proprio gruppo preferito suonare Shine on you crazy diamond, oppure Money, per non dire i meddley de Rondò Veneziano...
Insomma ha senso che il gruppo abbia voluto fare questo omaggio alla musica della propria città (alcune scelte come i PF, anche in questo punto di vista, non ha molto senso), ma da qui a farne un disco e proporlo... Ha lo stesso senso di mettere in vendita le prove dello spettacolo che porteranno in giro nei prossimi mesi (I primi tre album progressivi).
Mi spiace, mi spiace tanto di tutte queste iniziative il cui intento è chiaro, e io, per quanto fan, vorrei essere trattato con rispetto e non come pollo da spennare.
Voto: 2