sabato 29 novembre 2025

National Diet - The Noon Hour



Con The Noon Hour, pubblicato il 26 aprile 2022, i National Diet firmano uno dei debutti più sorprendenti e maturi del progressive rock contemporaneo. Il duo statunitense composto da Jake Rose (Rainbow Face) e Conner Reilly (Mercury Tree, Rainbow Face, Nick Prol) si presenta come un progetto di “prog nerds” dichiarati, ma la loro musica è ben più che un esercizio di stile: è un mosaico di influenze, personalità e libertà creativa che culmina in un suono davvero riconoscibile, pur radicato nella grande tradizione del genere.


Un laboratorio prog che respira, muta e si espande

La struttura dell’album – sei brani per un totale di 43 minuti – è tanto rigorosa quanto ricca di sorprese. Alla base del progetto c’è un’idea affascinante: ogni traccia ha un bassista diverso, ciascuno chiamato a comporre liberamente la propria parte. L’esito è una tavolozza timbrica costantemente cangiante, che arricchisce ed estremizza l’imprevedibilità dei brani senza mai far perdere coesione al quadro complessivo.

La produzione di Colin Doherty e dello stesso Rose sostiene questa complessità con lucidità: il sound è nitido ma mai sterilizzato, spesso ruvido, organico, a tratti “live”. Significativa anche la presenza di fiati e archi – tromba, sax alto, viola – che ampliano ulteriormente l’orizzonte sonoro dell’album.

Influenze sì, ma niente derivatività

Sin dal primo ascolto emergono i riferimenti: King Crimson, Gentle Giant, Pink Floyd, ma anche l'energia del rock alternativo americano anni ’90, fino a echi di math rock e fusion moderna. Eppure, come molte recensioni internazionali hanno sottolineato (Expose Online, Prog Critique, Prog Archives, The Progressive Aspect, ecc.), The Noon Hour non è un collage di citazioni prog: è un’opera personale, con una propria voce, un proprio modo di manipolare ritmo, contrasto e tensione.

Ogni ascoltatore può sentire influenze diverse, e questo è il segno di una scrittura profonda e non "programmata". L’album è uno di quelli che svelano nuovi dettagli ascolto dopo ascolto.


Analisi dei brani

1. The Map Is the Territory (5:12)

L’apertura è un manifesto programmatico: chitarre taglienti, pulsazioni quasi metalliche, un senso di “macchinario emotivo” che alterna aggressività e malinconia. I richiami crimsoniani sono reali, ma il brano ha una freschezza moderna, un misto di tensione e pathos che spinge avanti.

2. I Am Food (6:04)

Il brano che molti recensori hanno indicato come “la scintilla” dell'album. Potente, enigmatico, addirittura violento in alcuni passaggi, ma con improvvise aperture liriche che sembrano sospendere il tempo. Chorali delicati emergono tra chitarre abrasive e synth alieni; il pezzo è un continuo equilibrio tra brutalità ed eleganza.

3. Plan (5:12)

Forse il brano più “ingannevole” dell’album: parte con un passo quasi controllato, poi esplode in un’architettura ritmica complessa, nervosa, matematicamente cesellata. Qui Reilly offre una prestazione di batteria semplicemente strepitosa: precisa, inventiva, ferocemente musicale.

4. Preserve the Past (8:29)

Suddiviso in tre movimenti (The Elders, Gathering of the Elves, Life Dance), è il cuore concettuale dell’album. Qui emerge anche una vena più melodica, quasi narrativa, con interventi di viola che slanciano l’atmosfera verso un progressive più cinematografico. Alcuni passaggi ricordano l’alternative americano più ispirato (Stone Temple Pilots), ma la costruzione resta completamente prog, con crescite e crolli strutturali degni dei grandi anni ’70.

5. The Queen (6:34)

Etereo, misterioso, a tratti rituale. La presenza della pianica e di timbriche da synth vintage crea un’aura gotica e psichedelica. Le linee vocali si fanno più emotive e dirette, come se Jake Rose avesse voluto qui un momento di maggiore trasparenza espressiva.

6. Addled Dreams of Youth (11:33)

La lunga suite finale è un viaggio nella memoria distorta, nei sogni adolescenziali, nelle ossessioni interiori. Il brano attraversa fasi oniriche, poi si inerpica verso momenti quasi “nightmarish”. A metà c’è una sezione di chitarra che molti hanno paragonato a Steve Howe, e il paragone non è azzardato: c’è una limpidezza melodica che contrasta magnificamente con le sezioni più abrasive.
Il finale è una spirale che si apre più che chiudersi: un addio, ma anche una promessa.


Testo, concetto e immaginario

Le liriche, spesso oblique, mai didascaliche, trattano temi ampissimi:

  • la percezione del reale,

  • la trasformazione dell’essere,

  • la memoria collettiva,

  • i cicli vitali,

  • la spiritualità non dogmatica.

Non c’è un concept unitario esplicitato, ma aleggia una meditazione sulla identità, sul rapporto tra passato e presente, tra l’individuo e qualcosa che lo trascende.

L’artwork di Vhilo H Persson accompagna perfettamente questo immaginario: caotico, ambiguo, affascinante.


Conclusioni

The Noon Hour è un album che non si limita a celebrare il progressive: lo rimodella, lo scuote, lo ricompone con lucidità e coraggio. È complesso ma accessibile, ruvido ma profondamente musicale, pieno di idee ma mai dispersivo. Uno di quei lavori che dimostrano come il prog possa essere ancora oggi un terreno fertile, vivo, aperto all’invenzione.

Molte riviste lo hanno definito uno dei migliori album prog del 2022: voi cosa ne pensate?


Track Listing

  1. The Map Is the Territory – 5:12

  2. I Am Food – 6:04

  3. Plan – 5:12

  4. Preserve the Past
    (incl. The Elders, Gathering of the Elves, Life Dance) – 8:29

  5. The Queen – 6:34

  6. Addled Dreams of Youth – 11:33

Total Time: 43:04


Line-up / Musicians

  • Jake Rose – vocals, guitar, Ensoniq ESQ-1, Behringer Model D, mandolin (4), percussion, Pianica (5), theremin (6)

  • Connor Reilly – drums & percussion

With:

  • JD Davis – bass (1)

  • Oliver Campbell – bass (2)

  • Damon Flick – bass (3)

  • Ben Spees – bass (4)

  • Justin Stimson – bass (5)

  • Anthony Medici – bass (6)

  • Geoffrey McManus – trumpet (1)

  • Estafina Tapia – alto saxophone (2)

  • Nicole McCabe – alto saxophone (2)

  • Tricia Bogdan – viola (4)


Release Information

Format: CD, Digital
Release Date: April 26, 2022



Ascolto consigliato

Per entrare nel cuore dell’album, consigliato l’ascolto su Bandcamp del brano “Addled Dreams of Youth”, disponibile qui:
https://nationaldiet.bandcamp.com/track/addled-dreams-of-youth


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