lunedì 24 novembre 2025

National Diet – The King in Yellow

 



“Nel cuore del giallo, tra ordine e follia”

Quando ho ascoltato The King in Yellow dei National Diet, è stato come se qualcuno avesse acceso una luce dentro di me, ma una luce incerta, tremolante:un viaggio sonoro che prende ispirazione dal libro di Robert W. Chambers, ma che in realtà parla di noi — delle nostre maschere, delle nostre paure, di quella linea sottile che separa lucidità e smarrimento.

Il gruppo, formato da quattro musicisti americani dalla scrittura meticolosa e dall’anima libera, costruisce un concept che non ostenta nulla, ma suggerisce tutto. C’è una tensione continua, un equilibrio fragile tra ordine e disgregazione. È un prog moderno, vivo, che si nutre tanto della tradizione quanto dell’urgenza di dire qualcosa di nuovo.

Jake Rose, mente creativa dell’album, ha scritto gran parte dei brani tra il 2022 e il 2024, registrandoli e mixandoli tra il 2024 e il 2025. La genesi dell’album è partita dal pianoforte, strumento che lo attirava più della chitarra, e i temi principali ruotano attorno alla difficoltà di elaborare la fine di una lunga relazione. I suoi sentimenti sono stati trasposti in un’allegoria gotica: follia, sette, personalità multiple, sociopatia, filtrate attraverso il mito de Il Re in Giallo, American Psycho e Fight Club.

L’album vede anche importanti collaborazioni: Thymme Jones dei Cheer-Accident e Ben Spees dei The Mercury Tree come ospiti vocali, Nicole McCabe al sassofono ed Ellie Dick al violoncello, più l’arrivo stabile di James Greene al basso e Colin Doherty alla chitarra dal vivo. Tutti contribuiscono a un suono pieno e stratificato, dove ogni strumento trova spazio e respiro.


Track Highlights

Nobody
L’apertura è sospesa, silenziosa, come un invito a entrare in un mondo che oscilla tra sogno e incubo. La voce di Jake Rose disegna figure elusive, sostenuta da arrangiamenti insoliti che già fanno capire che nulla sarà convenzionale.

Winning
Diretto ma inquieto, con un groove nervoso e una linea vocale tagliente. Il violoncello di Ellie Dick aggiunge tensione e profondità, creando un equilibrio perfetto tra melodia e inquietudine.

Patterns of Behavior
Emergono il lato narrativo e riflessivo dell’album: testi sulle maschere sociali e una musica stratificata, arricchita dai contributi vocali di Ben Spees.

Space Monkey
Un episodio di ironia e follia controllata: groove insinuante, riff spezzati, voce tra sarcasmo e disincanto. Mostra la capacità della band di fondere complessità e immediatezza.

I Am the Owl / Carcosa
Due momenti di immersione nel mito. Atmosfere scure e liturgiche, con chitarra, basso fretless, sintetizzatori e alto sax che tessono un tappeto sonoro denso e affascinante.

Angle Game
Il brano più ambizioso: inizia lento e geometrico, cresce fino a un finale liberatorio. Vibrafono, timpani e Wurlitzer si mescolano a linee vocali sospese, creando tensione e liberazione.

The Audit
Chiude l’album con ritualità e introspezione. Atmosfere rarefatte, tensione sospesa e tocchi di WSG e Optigan rendono questo finale memorabile e coerente con il concept.


Considerazioni finali

The King in Yellow non è un album “facile”. Chiede di essere ascoltato con attenzione, magari più volte, lasciando che la sua complessità diventi familiare. Una volta entrati, però, non si torna indietro. La produzione è cristallina e curata: ogni strumento respira e contribuisce a un suono avvolgente e vivo.

I National Diet si confermano tra le proposte più intelligenti e coerenti del prog contemporaneo: colti senza essere cerebrali, moderni ma radicati in una tradizione reinterpretata con eleganza e coraggio. Non solo evocano Il Re in Giallo, ma sembrano davvero dargli voce.

Come dicono le recensioni su Bandcamp, questo disco “si inserisce bene accanto alle migliori band come Extra Life o Cheer-Accident” e “esprime sentimenti oscuri ma potenti”. Ogni traccia è una piccola genialità che insieme diventa un’esperienza complessa e avvolgente.

È un album che scava dentro, che non si limita a stupire ma invita a perdersi. Prog come atto di conoscenza, riflesso della mente e del sogno. In tempi di ascolti distratti, un piccolo miracolo di coerenza e intensità.


Scheda tecnica

Titolo: The King in Yellow
Artista: National Diet
Anno di pubblicazione: 2025
Etichetta: autoprodotto / Bandcamp release
Durata: 39:12

Formazione:
Jake Rose (Rainbow Face): vocals, Wurlitzer electric and acoustic pianos, guitars, vibraphone, Behringer Model D synthesizer, Ensoniq ESQ-1, Optigan, Weird Sound Generator, kalimba, mixing
Connor Reilly (The Mercury Tree): drums, percussion, timpani
James Greene: five-string fretless bass, six-string fretted bass
Colin Doherty: co-production, mastering

Contributi speciali:
Ellie Dick: cello su “Winning”
Thymme Jones (Cheer-Accident): vocals su brano 9
Nicole McCabe: alto saxophone su “Nobody” e “I Am the Owl”
Ben Spees (The Mercury Tree): vocals aggiuntivi su “Patterns of Behavior”

Registrazioni:
Drums, timpani, vibraphone, electric piano, Optigan e WSG registrati da Matt Thomson presso Echo Echo
Acoustic piano registrato da Joey Burnah presso Chateau Merde
Bass e altri strumenti registrati a casa da James Greene e Jake Rose

Artwork: Leon Rose Considine

Brani:
1. Nobody
2. Winning
3. Patterns of Behavior
4. Space Monkey
5. I Am the Owl
6. Angle Game
7. Carcosa
8. The Audit

Ascolto e acquisto:
🎧 National Diet – The King in Yellow su Bandcamp
📱 Disponibile anche su Spotify e principali piattaforme di streaming.

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