L’alba del progressive
Foxtrot, uscito nel 1972, è il disco che consacra i Genesis come una delle band più ambiziose del rock progressivo britannico. Qui Peter Gabriel e soci esplorano territori sonori teatrali e complessi: suite lunghe, testi visionari, atmosfere gotiche e improvvisi cambi di tempo.
Questo è l’album in cui narrativa e musica si fondono, dove la teatralità diventa parte integrante del suono, e ogni brano dipinge un’immagine o racconta una storia. È un disco da ascoltare senza fretta, lasciandosi trasportare dalle trame di Banks, Collins, Rutherford, Hackett e Gabriel.
L’alba del progressive: Genesis e la creazione di Foxtrot
Nel 1972, i Genesis erano una band in piena evoluzione, pronti a consolidare la loro identità nel panorama musicale britannico. Dopo il successo di Nursery Cryme (1971), il gruppo si trovò di fronte alla sfida di superare le aspettative e di definire il proprio suono in modo più maturo e ambizioso.
Un nuovo inizio
Le sessioni di registrazione per Foxtrot iniziarono nell'agosto del 1972 presso gli Island Studios di Londra. La band, composta da Peter Gabriel, Tony Banks, Mike Rutherford, Phil Collins e Steve Hackett, affrontò le difficoltà logistiche dovute ai frequenti impegni dal vivo, che limitavano il tempo disponibile in studio. Nonostante ciò, la loro determinazione e la crescente coesione come gruppo permisero di superare queste sfide e di concentrarsi sulla realizzazione di un album che avrebbe segnato un punto di svolta nella loro carriera.
La ricerca di un sound distintivo
Con Foxtrot, i Genesis cercarono di spingersi oltre i confini del rock progressivo dell'epoca, incorporando elementi teatrali, lirici e sinfonici nelle loro composizioni. La suite "Supper's Ready", che occupa l'intero lato B dell'album, è un esempio lampante di questa ambizione. Composta da sette sezioni interconnesse, la suite esplora temi biblici, mitologici e personali, offrendo un viaggio musicale che sfida le convenzioni del rock tradizionale.
Aneddoti dalla registrazione
Durante le sessioni di registrazione, la band affrontò diverse difficoltà. Inizialmente, il produttore Bob Potter fu scelto per il progetto, ma la sua visione musicale non coincideva con quella dei Genesis. In particolare, Potter criticò l'introduzione al Mellotron di "Watcher of the Skies", paragonandola alla colonna sonora del film 2001: Odissea nello spazio. Questo portò a una frattura creativa, e Potter fu sostituito da Dave Hitchcock, che aveva esperienza nella produzione di suite complesse, come "Nine Feet Underground" dei Caravan. Hitchcock collaborò strettamente con la band, contribuendo a plasmare il suono distintivo di Foxtrot.
Il contesto culturale
Il 1972 fu un anno cruciale per il rock progressivo. Band come Yes, Emerson, Lake & Palmer e King Crimson stavano ridefinendo i confini musicali, e Foxtrot si inserì perfettamente in questo movimento. L'album ricevette un'accoglienza positiva dalla critica e raggiunse la posizione numero 12 nelle classifiche britanniche, segnando l'inizio di un periodo di crescente successo per i Genesis.
Track by track: storia, curiosità e backstage
1. Watcher of the Skies
Apertura epica e visionaria: il sintetizzatore di Banks crea un paesaggio alieno, mentre Collins e Rutherford costruiscono la sezione ritmica che sostiene tutto il brano. Gabriel entra con grande teatralità, raccontando un guardiano che osserva cieli desolati e mondi lontani.
Box curiosità: Banks utilizza il Mellotron come orchestra virtuale, una tecnica pionieristica per l'epoca, che conferisce al brano un respiro cinematografico.
2. Time Table
Breve ma intenso, quasi cameristico. Gabriel e Banks giocano con melodie intricate e armonie delicate. Una pausa tra le suite più complesse, che crea un contrasto di atmosfere.
Backstage: Registrato in poche take, dimostra la capacità del gruppo di alternare complessità e semplicità senza interrompere il flusso dell'album.
3. Get ‘Em Out by Friday
Satira sociale di Gabriel: speculazioni edilizie e alienazione urbana. La musica alterna momenti teatrali a passaggi aggressivi, con Banks e Hackett che creano tensione e dettagli sonori raffinati.
Box curiosità: Gabriel interpreta più ruoli, dal padrone senza scrupoli al cittadino frustrato, anticipando il suo stile teatrale tipico dei concerti live.
4. Can-Utility and the Coastliners
Brano oscuro e misterioso, ispirato alle leggende arturiane. Hackett e Banks creano un tappeto ipnotico, mentre la sezione ritmica di Collins e Rutherford spinge il pezzo avanti senza mai appesantirlo.
Backstage: Gabriel registrò le linee vocali più volte per ottenere l'effetto teatrale desiderato.
5. Horizons
Intermezzo strumentale, momento di respiro e contemplazione. Hackett con la chitarra acustica e Banks con il Mellotron creano un paesaggio sonoro sospeso, quasi pastorale.
6. Supper’s Ready
La suite monumentale di oltre 22 minuti: il cuore pulsante di Foxtrot. Divisa in sette sezioni: epica, lirismo, teatralità e improvvisi cambi di atmosfera. Ogni strumento ha il suo ruolo: Banks e il Mellotron creano vastità e colore, Hackett definisce ogni dettaglio chitarristico, Collins e Rutherford sostengono con precisione e dinamica, Gabriel intreccia personaggi e narrazione.
Box curiosità: La suite fu scritta principalmente da Banks, con Gabriel che fornì testi, personaggi e suggestioni narrative. Alcune parti richiesero ore di overdub per ottenere la densità orchestrale che oggi ascoltiamo.
Sezioni chiave della suite:
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Lover’s Leap: Introduzione eterea e sospesa, Mellotron e arpeggi delicati, come un’alba su un paesaggio mistico.
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The Guaranteed Eternal Sanctuary Man: Gabriel canta la nascita di una figura messianica, mentre Banks costruisce tensione con tastiere in crescendo.
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Ikhnaton and Itsacon and Their Band of Merry Men: episodio giocoso e ritmicamente complesso, Hackett e Collins dialogano con agilità.
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How Dare I Be So Beautiful?: momento lirico e contemplativo, con chitarra classica e atmosfere sospese.
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Willow Farm: parte surreale e teatrale, con voci distorte e cambi improvvisi, anticipazione dello stile teatrale dei concerti live di Gabriel.
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Apocalypse in 9/8 (Co-Starring the Delicious Talents of Gabble Ratchet): climax ritmico e orchestrale, virtuosismo strumentale e narrativa apocalittica.
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As Sure as Eggs is Eggs (Aching Men’s Feet): chiusura poetica, ritorno a melodie sospese e atmosfera contemplativa.
Callout: Supper’s Ready rimane uno dei vertici assoluti del progressive rock, un racconto musicale epico che incarna l’essenza dei Genesis anni ’70.
Il periodo e il backstage
Durante la registrazione, la band era in uno stato di creatività esplosiva:
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Gabriel iniziava a incarnare sempre più il ruolo del frontman teatrale.
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Hackett sperimentava suoni e tecniche chitarristiche avanzate.
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Banks dominava tastiere e arrangiamenti complessi.
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Collins e Rutherford fornivano una sezione ritmica precisa e flessibile.
Box curiosità: Alcune sezioni di Supper’s Ready richiesero settimane di prove e registrazioni multiple. Gli overdub furono fondamentali per ottenere la densità sonora e l’effetto teatrale desiderato.
In sintesi, Foxtrot è il disco in cui i Genesis definiscono il loro suono prog: teatrale, complesso, visionario. Ogni ascolto rivela nuovi dettagli, sfumature emotive e virtuosismo strumentale, confermando il valore dell’album nella storia del rock progressivo.

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