Con VI – …And Thus The End, Vincenzo Ricca porta a compimento uno dei più ambiziosi progetti nella storia del progressive rock contemporaneo. Nato nel 2009 come semplice collaborazione con Steve Hackett, il progetto si è trasformato in un laboratorio musicale aperto, un “osservatorio prog” in cui leggenda e innovazione si incontrano. Sei album, 57 tracce quasi tutte strumentali, decine di musicisti coinvolti: The Rome Pro(G)ject non racconta solo la storia di Roma, ma costruisce un ponte tra il prog storico e la nuova generazione, evidenziando la capacità di Ricca di orchestrare narrazione musicale, virtuosismo e atmosfera sinfonica.
Nel corso della sua storia, il progetto ha attirato collaborazioni di rilievo internazionale: Hackett, Jackson, Cross, Sinclair, Di Giacomo, Magnus, John Hackett, Sherwood, Lanzetti, Levin. Oltre a loro, nomi come Rick Wakeman, Steven Rothery e Simon Phillips hanno espresso grande ammirazione per l’iniziativa, sottolineando l’alto profilo artistico del progetto. Ricca, mente e cuore del progetto, compone, arrangia e suona tutte le tracce principali, bilanciando riferimenti storici, strumenti vintage amati dagli appassionati di prog e sperimentazioni stilistiche contemporanee.
Un elemento che conferisce coerenza all’intero lavoro è la batteria di Sylvester “Pammy” Budd, presente in tutte le tracce dell’album principale, che imprime stabilità e continuità ritmica, mentre il bonus track presenta un timbro leggermente diverso con Luca Grosso.
Traccia per traccia: ospiti e analisi musicale
01. VI (Six) (3:43)
L’apertura è maestosa: Ricca crea un tappeto di tastiere ricco di colori orchestrali, mentre Paolo Ricca arricchisce il tessuto armonico con chitarre elettriche eleganti e dinamiche. La batteria di Budd scandisce i tempi con precisione, dando stabilità alla narrazione introduttiva. Il brano, breve ma intenso, stabilisce il tono epico e riflessivo dell’intero album.
Guest star chiave: Paolo Ricca (chitarra elettrica), Sylvester “Pammy” Budd (batteria)
02. We Wandered (4:40)
Il primo brano vocale vede Bernardo Lanzetti esprimere drammaticità e teatralità, evocando un viaggio attraverso terre sconosciute e memorie storiche. Franck Carducci al basso fornisce sostegno armonico e profondità, mentre i fiati di Jackson aggiungono sfumature nostalgiche. La batteria di Budd mantiene il ritmo costante, creando un equilibrio tra dinamiche orchestrali e intensità emotiva.
Guest star chiave: Bernardo Lanzetti (voce), Franck Carducci (basso), Sylvester “Pammy” Budd (batteria), David Jackson (winds)
03. 1229 Years (28:10)
La suite più lunga della saga è una vera epopea sonora. Hackett interviene con chitarre elettriche liriche, mentre Jackson offre i fiati tipici del suo linguaggio, creando dialoghi musicali complessi. Carducci e Paolo Ricca strutturano le sezioni ritmiche e melodiche, mentre le tastiere di Ricca guidano l’ascoltatore attraverso variazioni tematiche, crescendo orchestrali e atmosfere evocative. Budd mantiene un ritmo costante e sofisticato, tessendo un filo conduttore tra le molteplici sezioni. Questo brano rappresenta un vero laboratorio prog, dove virtuosismo, narrazione e tensione drammatica si fondono in un’unica epopea.
Guest star chiave: Steve Hackett (chitarre elettriche), David Jackson (winds), Franck Carducci (basso), Paolo Ricca (chitarre elettriche), Sylvester “Pammy” Budd (batteria)
04. Far From Home (5:21)
Un brano più intimista, in cui la voce di Ricca guida l’ascoltatore attraverso momenti di introspezione. Hackett interviene con linee chitarra eleganti, Sherwood rafforza il basso e Paolo Ricca aggiunge colori armonici. Budd mantiene la coerenza ritmica del brano, permettendo alla melodia di respirare e al tessuto strumentale di espandersi. Il pezzo bilancia modernità e riferimenti ai toni classici del prog anni ’70-’80.
Guest star chiave: Steve Hackett (chitarre elettriche), Billy Sherwood (basso), Paolo Ricca (chitarre elettriche), Vincenzo Ricca (voce), Sylvester “Pammy” Budd (batteria)
05. Ad Gloriam Romae (6:06)
Epico e solenne: Sherwood e Paolo Ricca si alternano tra basso e chitarre, mentre le tastiere di Ricca costruiscono architetture sonore grandiose. Budd, come sempre, fornisce una ritmica chiara e coerente, dando leggerezza e struttura al virtuosismo delle altre parti. Il brano evoca il fascino monumentale della città eterna, tra fanfare prog e passaggi meditativi.
Guest star chiave: Billy Sherwood (basso), Paolo Ricca (chitarre elettriche), Sylvester “Pammy” Budd (batteria)
06. …And Thus The End (1:29)
Coda meditativa: Levin al basso aggiunge profondità, Paolo Ricca accompagna con chitarre eleganti e Budd chiude il percorso ritmico con delicatezza. Un finale raccolto, che riflette e riecheggia tutte le tematiche della saga, con un senso di compiutezza e continuità narrativa.
Guest star chiave: Tony Levin (basso), Paolo Ricca (chitarre elettriche), Sylvester “Pammy” Budd (batteria)
07. Over 2000 Fountains 2025 (Bonus Track) (6:38)
Rielaborazione di un brano storico: David Cross al violino elettrico aggiunge tensione melodica, Franck Carducci suona 12-string guitar e basso, mentre la batteria è affidata a Luca Grosso, introducendo una colorazione ritmica diversa, più moderna e ritmica, pur mantenendo il legame con l’universo sonoro complessivo del progetto.
Guest star chiave: David Cross (violino elettrico), Franck Carducci (12-string guitar/basso), Luca Grosso (batteria)
Considerazioni finali
VI – …And Thus The End conferma il genio organizzativo e compositivo di Vincenzo Ricca: la sua capacità di orchestrare leggende del prog e giovani talenti in un racconto coerente e affascinante rimane senza pari. La presenza costante di Sylvester “Pammy” Budd sulle batterie delle tracce principali imprime continuità ritmica, mentre il bonus track introduce un colore leggermente diverso. L’album alterna introspezione e virtuosismo, epica e delicatezza, rappresentando un culmine elegante e coerente per il progetto più lungo e ambizioso della storia del progressive rock contemporaneo.

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