venerdì 19 dicembre 2025

Pär Lindh Project – Nagelfar

 



Un atto d’amore consapevole verso Keith Emerson

Dopo un silenzio discografico durato un decennio, Pär Lindh torna con Nagelfar, un album che non lascia spazio a equivoci: siamo di fronte a un omaggio dichiarato, intenso e profondamente sentito alla figura di Keith Emerson. Ma ridurre questo lavoro a un semplice esercizio di nostalgia sarebbe ingiusto. Nagelfar è piuttosto il punto di arrivo di un percorso coerente, portato avanti da uno dei più convinti e preparati custodi della tradizione tastieristica del prog sinfonico.

Fin dall’esordio con la monumentale “Nagelfar Suite”, Lindh mette subito le carte in tavola. I tredici minuti iniziali non sono solo una suite nel senso classico del termine, ma una vera narrazione musicale: la leggenda norrena della nave costruita con le unghie dei guerrieri caduti prende forma attraverso una scrittura fluida, che alterna momenti contemplativi a improvvise esplosioni sonore. Pianoforte, Hammond, Mellotron e chitarra convivono senza sovrapporsi inutilmente, mentre la sezione ritmica accompagna con un passo solenne e mai invadente. Il finale, cupo e maestoso, è tra i momenti più riusciti dell’intero album.

Con “Very Nice” il clima cambia radicalmente: qui Lindh guarda esplicitamente agli anni dei The Nice, recuperandone lo spirito brillante e quasi giocoso. Hammond in primo piano, Mellotron discreto ma efficace e una vocalità dal sapore squisitamente sixties rendono il brano leggero senza essere superficiale. È un tributo che funziona proprio perché non è pedissequo, ma filtrato da una sensibilità moderna.

“Splendid View” rappresenta uno dei vertici emotivi del disco. È un brano introspettivo, costruito su atmosfere rarefatte e su un uso molto elegante del pianoforte. La voce di Hampus Andersson accompagna con naturalezza, lasciando spazio a una chiusura delicata, quasi sospesa, che invita più all’ascolto interiore che all’esibizione tecnica.

Il momento più apertamente “elpiano” arriva con “Très Vieux Jeu”, autentico concentrato di energia e teatralità. Le fanfare di synth, il basso pulsante e la batteria poderosa richiamano inevitabilmente la stagione di Fanfare for the Common Man e Peter Gunn, ma il brano mantiene una propria identità grazie a una costruzione impeccabile e a un finale trascinante.

I brani più brevi, “Medieval Dream” e “I Believe”, mostrano un altro volto del disco: il primo è una piccola gemma per clavicembalo, evocativa e coerente con il titolo; il secondo mette in luce la splendida interpretazione vocale di Eveliina Ainsalo, sorretta da un pianoforte misurato e da orchestrazioni che sfiorano il linguaggio della musica sacra senza mai scadere nel manierismo.

La rilettura di “Dance of the Knights” di Prokof’ev è un’ulteriore dimostrazione della padronanza di Lindh nel dialogo tra classica e rock. Non è una semplice trasposizione, ma una vera interpretazione pianistica, rispettosa del tema originale e allo stesso tempo personale.

Con “Pubcrawl” riaffiora il lato più istrionico del disco: boogie-woogie, Hammond sfrenato, solo di batteria e pianoforte virtuosistico si susseguono con naturalezza, in quello che suona come un sorriso complice rivolto direttamente a Keith Emerson.

La chiusura è affidata a “Jerusalem”, scelta tutt’altro che casuale. L’ingresso dell’organo a canne, la chitarra più decisa e il canto intenso (e toccante) di Magdalena Hagberg danno al brano una dimensione solenne e commossa. È un finale che ha il sapore del commiato, ma anche della celebrazione.

Nagelfar non pretende di reinventare il prog, né di nascondere le sue radici. Al contrario, ne rivendica con orgoglio l’eredità, offrendo un ascolto ricco, appassionato e curato nei minimi dettagli. È un album che parla soprattutto a chi sente ancora vivo il richiamo dell’epopea emersoniana, ma lo fa con onestà, competenza e una sincera urgenza espressiva.
Un tributo, sì. Ma anche una dichiarazione di identità.


Tracklist

  1. Nagelfar Suite – 13:31

  2. Very Nice – 4:48

  3. Splendid View – 4:15

  4. Très vieux jeu – 4:02

  5. Medieval Dream – 1:28

  6. I Believe – 4:54

  7. Dance of the Knights
    (Sergej Prokofiev: Romeo and Juliet – cover) – 3:18

  8. Pubcrawl – 3:32

  9. Jerusalem
    (Emerson, Lake & Palmer – cover) – 2:43

Durata totale: 42:31


Line-up / Musicisti

Pär Lindh
– keyboards (1–4, 8)
– drums (4, 8)
– grand piano (5, 6)
– harpsichord (5)
– orchestration (6)
– assorted kitchenware (8)
– church organ (9)

Con:

  • Hampus Andersson – guitar (3), bass (2–4), drums (3), vocals (2, 3)

  • Mattias Olsson – drums (2), percussion (3), tubular bells (3)

  • William Kopecky – bass (1), EBow (1)

  • Eveliina Ainsalo – vocals (6)

  • Svetlan Råket – drums (1)

  • Magnus Brandell – drums (1)

  • Jack Bruce – wordless vocals (from Mellotron tapes) (1)

  • Magdalena Hagberg – vocals (9)

  • Nisse Bielfield – drums (9)

  • Marcus Jäderholm – bass (9)

  • Jocke Ramsell – guitar (9)


Informazioni sull’uscita

  • Label: Crimsonic

  • Catalogo: CLCD112

  • Formato: CD, Digital

  • Data di pubblicazione: 14 novembre 2025

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