Il prog britannico al suo apice
Pubblicato nel 1973, Selling England by the Pound rappresenta il momento in cui i Genesis raggiungono la piena maturità nel rock progressivo. Dopo Foxtrot, la band raffina il proprio equilibrio tra virtuosismo strumentale, teatralità di Peter Gabriel e sofisticazione compositiva di Tony Banks e Steve Hackett. L’album è un viaggio sonoro che mescola storie inglesi, critica sociale, atmosfere eteree e momenti di virtuosismo tecnico, incarnando appieno il cuore del prog britannico degli anni ’70.
L’alba di un prog poetico
Con Selling England by the Pound, i Genesis cercano di raccontare la loro terra natale, la Gran Bretagna, attraverso un linguaggio musicale complesso e narrativo. I testi di Gabriel tracciano immagini di paesaggi rurali, tensioni sociali e personaggi surreali, mentre la musica di Banks, Hackett e Rutherford intreccia tastiere, chitarre, basso e batterie in strutture articolate e dinamiche. Phil Collins, sempre più padrone della sezione ritmica, aggiunge energia e precisione, completando un suono che è al contempo epico e delicato.
Aneddoti dalla creazione
Le registrazioni furono effettuate agli Island Studios di Londra nel 1973. La band voleva sperimentare con nuove sonorità: Hackett introdusse tecniche di fingerpicking ispirate alla chitarra classica, Banks ampliò l’uso di Mellotron e sintetizzatori, mentre Gabriel inserì dettagli teatrali e riferimenti letterari. Alcuni brani, come Firth of Fifth, richiesero settimane di prove e overdub, in particolare per la famosa parte di pianoforte di Banks e l’assolo di chitarra di Hackett.
Il titolo dell’album nasce da una riflessione sulla Gran Bretagna che si trasforma, tra nostalgia per la cultura popolare e critica alla commercializzazione e all’omologazione della società. L’album è un omaggio e al contempo un documento critico della propria epoca.
Track by track: storia, curiosità e backstage
1. Dancing with the Moonlit Knight
L’album si apre con un brano ricco di riferimenti culturali inglesi e giochi di parole poetici. Banks alterna arpeggi di pianoforte a Mellotron, mentre Hackett accompagna con chitarre delicate. Gabriel interpreta diversi personaggi, passando da voce narrativa a canto lirico.
Box curiosità: Il brano originariamente conteneva numerosi versi scartati, tra cui alcune citazioni di leggende britanniche, che Gabriel conservò per le esibizioni dal vivo.
2. I Know What I Like (In Your Wardrobe)
Primo singolo dell’album, una canzone ironica e leggera che mostra il lato più accessibile dei Genesis. Collins spinge la batteria con ritmo incalzante, mentre Banks e Hackett creano un tessuto sonoro ricco ma giocoso.
Backstage: È uno dei primi brani dei Genesis a ricevere un discreto successo radiofonico, dimostrando che il prog può avere anche momenti più pop e orecchiabili senza perdere complessità.
3. Firth of Fifth
Un capolavoro di pianoforte e chitarra: l’introduzione di Banks, ricca di virtuosismo e lirismo, apre la strada a un assolo di Hackett memorabile. La sezione centrale presenta cambi di tempo e melodie intricate, creando una mini-epopea sonora.
Box curiosità: Hackett registrò l’assolo di chitarra in più take, cercando il perfetto equilibrio tra tecnica e emotività, mentre Banks perfezionava l’introduzione di pianoforte in studio per settimane.
4. More Fool Me
Brano breve e intimista cantato da Phil Collins, con chitarra acustica e atmosfere delicate. Una parentesi di dolcezza tra i pezzi più epici, dimostrando la varietà emotiva dell’album.
5. The Battle of Epping Forest
Brano teatrale e narrativo: Gabriel racconta una storia di bande rivali nella Londra suburbana, con cambi di tempo, effetti vocali e momenti comici e drammatici. Banks e Hackett orchestrano passaggi orchestrali, mentre Collins e Rutherford guidano il ritmo serrato.
Backstage: Alcune parti vocali furono registrate più volte per ottenere il tono teatrale voluto da Gabriel, anticipando lo stile dei concerti dal vivo.
6. After the Ordeal
Breve intermezzo strumentale, delicato e sospeso. Hackett suona chitarra acustica, Banks aggiunge atmosfere eteree con Mellotron e arpeggi di tastiera, creando un momento contemplativo prima della suite finale.
7. The Cinema Show
Suite complessa divisa in due parti, con una sezione centrale strumentale che ricorda il jazz e la musica classica. Hackett e Banks dialogano con virtuosismo, mentre Collins mantiene precisione ritmica e dinamica. Gabriel intreccia testi poetici e narrativi, con grande teatralità.
Box curiosità: La sezione strumentale fu ispirata dalla musica di Dave Brubeck, integrata con tecniche classiche e prog, creando un risultato unico.
8. Aisle of Plenty
Brano breve e quasi giocoso che chiude l’album, con atmosfera leggera e malinconica allo stesso tempo. Una sorta di epilogo che lascia spazio alla riflessione dopo la ricchezza di contenuti e virtuosismo dei pezzi precedenti.
Il periodo e il backstage
Durante le registrazioni di Selling England by the Pound, la band era in piena sintonia creativa, pur vivendo piccole tensioni dovute all’ambizione individuale e ai tempi lunghi di studio. Hackett sperimentava tecniche chitarristiche complesse, Banks ampliava gli arrangiamenti di tastiere e Mellotron, Collins rafforzava la precisione ritmica, Rutherford modulava basso e chitarre con grande sensibilità, mentre Gabriel plasmava i testi e le linee vocali teatrali.
Box curiosità: La copertina dell’album, disegnata da Betty Swanwick, riprende temi inglesi e fiabeschi, con figure che rimandano alla poesia e alla cultura popolare. Fu scelta direttamente dalla band per sottolineare il legame tra contenuto musicale e immaginario britannico.
In sintesi, Selling England by the Pound è il disco dei Genesis che unisce virtuosismo, poesia, teatralità e narrativa. Un album che celebra la Gran Bretagna, riflette sui suoi cambiamenti e conferma i Genesis come protagonisti indiscussi del rock progressivo, capace di emozionare e stupire ad ogni ascolto.

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