Ascoltare Live Voyager significa entrare nel cuore pulsante dei Barock Project, là dove la loro scrittura raffinata incontra il rischio e la verità del palco. Non è un semplice “best of” dal vivo, ma un documento sonoro coerente, pensato come un vero viaggio narrativo, in cui il repertorio recente dialoga con il passato senza nostalgie di maniera.
Il doppio CD si apre in modo emblematico con Carry On: l’ingresso dei fiati campionati e delle tastiere orchestrali di Luca Zabbini è solenne, quasi programmatico. Il suono è subito compatto, leggibile, con una resa che privilegia la dinamica più che la spettacolarizzazione. La band sceglie tempi mai affrettati, lasciando respirare arrangiamenti e incastri armonici. La transizione naturale verso Summer Set You Free conferma uno dei marchi di fabbrica del gruppo: la capacità di fondere potenza rock e linguaggio sinfonico, con un Hammond corposo e aggressivo che richiama apertamente la grande tradizione prog, senza scadere nell’imitazione sterile.
La parte centrale del primo disco mette in evidenza l’equilibrio interno della band. Happy To See You gioca su una leggerezza solo apparente, sostenuta da un raffinato lavoro corale e da una progressione strumentale che cresce con misura. Nei brani più ambiziosi, come An Ordinary Day’s Odyssey e Voyager, emerge la maturità compositiva del gruppo: strutture complesse ma sempre guidate da un forte senso melodico, con Marco Mazzuoccolo e Zabbini che si alternano nel ruolo di protagonisti senza mai sovrapporsi inutilmente. La sezione ritmica di Francesco Caliendo ed Eric Ombelli è solida, precisa, fondamentale nel mantenere coesione anche nei passaggi più articolati.
The Lost Ship Tavern è un esempio interessante di controllo timbrico: l’introduzione più “fredda” lascia presto spazio a un tessuto orchestrale caldo e avvolgente, mentre la band resiste alla tentazione di accelerare, mantenendo un groove elegante e trasparente. Il primo disco si chiude con uno dei momenti emotivamente più intensi: Broken, intima e misurata, e Alone.
Ed è proprio qui che assume grande valore la presenza di Peter Jones, ospite vocale sul brano conclusivo ma, soprattutto, figura tutt’altro che marginale nell’economia artistica di questo live. Jones — noto per il suo ruolo nei Camel e per il progetto solista Tiger Moth Tales, una delle espressioni più personali e colte del prog contemporaneo britannico — è infatti coautore insieme a Luca Zabbini di tre brani presenti in scaletta (Happy To See You, Broken e Alone), a conferma di un sodalizio creativo profondo e non episodico.
Questa collaborazione si avverte chiaramente nella scrittura melodica e nell’approccio emotivo dei brani, dove la sensibilità narrativa tipica di Jones si fonde con l’impianto sinfonico e barock-oriented dei Barock Project. In Alone, da lui anche interpretata vocalmente, la sua voce aggiunge un ulteriore livello di intensità e introspezione, trasformando il brano in uno dei vertici emotivi dell’intero concerto e in un autentico punto di contatto tra la scuola prog italiana e quella britannica.
Il secondo CD si apre con Overture, vera dichiarazione d’intenti strumentale: qui Zabbini mette in mostra un bagaglio tecnico e culturale impressionante, muovendosi tra pianismo classico, orchestrazioni sinfoniche e Hammond di scuola emersoniana con naturalezza e gusto. Morning Train e Voyager’s Homecoming confermano l’efficacia del materiale di Time Voyager in contesto live: brani complessi, ricchi di cambi metrici e temi ricorrenti, che dal vivo acquistano ulteriore tensione e slancio, anche grazie a una chitarra spesso dal sapore queeniano, lirica ma mai ridondante.
Con Tired e The Longest Sigh il clima si fa più solenne e teatrale. Il primo gioca su contrasti evidenti tra introduzione lirica e sviluppo energico, mentre il secondo rappresenta una sorta di summa stilistica dei Barock Project: grandi temi sinfonici, passaggi virtuosistici, cambi di atmosfera e una gestione delle dinamiche davvero notevole. La chiusura affidata a Fool’s Epilogue è una scelta quanto mai appropriata: un brano dal respiro classico, che cresce progressivamente fino a un finale enfatico e maestoso, degno epilogo di un concerto costruito con intelligenza e passione.
Live Voyager restituisce l’immagine di una band pienamente consapevole dei propri mezzi, capace di onorare la tradizione del progressive rock europeo senza rimanerne prigioniera. La fusione tra rock e linguaggio classico, l’attenzione alla melodia, la qualità esecutiva e una notevole coesione d’insieme rendono questo doppio live non solo un regalo per i fan, ma una testimonianza autorevole di ciò che i Barock Project rappresentano oggi: una delle realtà più solide, colte e sincere del progressive contemporaneo.
Track list
CD 1
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Carry On
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Summer Set You Free
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Happy To See You
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An Ordinary Day’s Odyssey
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Voyager
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The Lost Ship Tavern
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Broken
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Alone
CD 2
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Overture
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Morning Train
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Rescue Me
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Voyager’s Homecoming
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Tired
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The Longest Sigh
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Fool’s Epilogue
Credits
Barock Project
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Alex Mari – lead vocals, acoustic guitars
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Luca Zabbini – keyboards, backing vocals, acoustic guitars
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Marco Mazzuoccolo – electric guitars
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Francesco Caliendo – bass
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Eric Ombelli – drums
Special guest
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Peter Jones – vocals (Alone)
Release information
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Label: Self-released
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Format: CD, Digital
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Recorded live during the 2025 tour
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CD release: November 14, 2025
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Digital release: January 7, 2026





